Dicono di Angelica


Bologna, Modena, Reggio Emilia 6>13 novembre 2004, Settimana Stockhausen,
giorni di ascolto e concerti con Karlheinz Stockhausen

 


Una settimana con Stockhausen sulle vette della musica del '900. Dal 6 al 13 novembre, su iniziativa di Angelica, incontri e concerti a Bologna, Modena e Reggio spacerspacerspacerIl Festival Angelica, valoroso ed eccentrico nel panorama dei festival musicali, eppur trattato assai male dalla politica culturale locale degli ultimissimi anni, è riuscito a riunire due teatri di tradizione, il Comunale di Modena e la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, e un teatro d'opera, il Comunale di Bologna, nel comune progetto di celebrare Karlheinz Stockhausen, alla cui musica è dedicata un'intera "Settimana". [...] È un'idea nata due anni fa, quando Aldo Sisillo, direttore del Comunale di Modena di Modena, e Angelica ospitarono Stockhausen [...] La settimana che lo vedrà protagonista a Bologna è stata descritta ieri da Massimo Simonini, direttore artistico di Angelica, come una settimana bianca [...] Bianca perché bianco è il colore prediletto da Stockhausen e bianco è il colore della luce alla quale ha dedicato la più titanica delle sue imprese, Licht. (Brunella Torresin, La Repubblica, 26 ottobre 2004)

Sette giorni nel segno di Stockhausen. Sei concerti e tre incontri col pubblico dal 6 al 13 novembre. Presentata la settimana dedicata al musicista nata dalla cooperazione di Modena, Bologna Reggio spacerspacerspacerNon è soltanto un grande evento musicale quello che vedrà il ritorno in Italia di Karlheinz Stockhausen, il compositore che ha cambiato il corso della musica colta del secondo Novecento, ma si tratta di un successo della cooperazione su un progetto unico, realizzato da quattro importanti realtà della Regione Emilia Romagna: Angelica festival, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Comunale di Modena, REC Festival d'Autunno di Reggio Emilia. (Marcello Maria Corvino, Gazzetta di Modena, 26 ottobre 2004)

Quell'estremista che ti fa vedere il suono spacerspacerspacerLo scorso anno, AngelicA mise a segno un bel colpo portandolo a Bologna e a Modena. Quest'anno, con l'entrata di Rec, il festival di musica d'oggi di Reggio, l'Emilia apre un'altra porta ancora alla vecchia roccia che sconvolse il mondo coi suoi Canti della gioventù e altre partiture elettroniche negli anni in cui l'Europa si rimetteva a posto le ossa dopo la guerra. È un gran bel segnale, questa collaborazione su un progetto tanto ampio: sedici prime italiane su diciotto composizioni programmate, e una serie di incontri con l'autore, è roba da fare invidia a chiunque. Sarà il trionfo di un'idea dello Spazio in musica: come andare a 'vedere' la musica, se vi piace. (Roberto Verti, Il Resto del Carlino, 26 ottobre 2004)

 

Stockhausen. E sarà "Luce" spacerspacerspacerBen più di un ciclo di concerti: per la Settimana Stockhausen, in programma dal 6 al 13 novembre, AngelicA Festival, il Teatro Comunale di Bologna, il Comunale di Modena e il Rec festival della fondazione I Teatri di Reggio Emilia si sono mobilitati per realizzare un evento culturale che attraversa le tre città coinvolte. [...] "Il compositore stesso - anticipa Massimo Simonini di AngelicA Festival e coordinatore del progetto - parla di "nuova musica spaziale" per il suo rapporto con lo spazio e anche perché utilizza particolari impianti audio, con una spazializzazione del suono fino a otto canali, da evento pop". (Luciana Cavina, Il Resto del Carlino, 26 ottobre 2004)

 

Stockhausen live spacerspacerspacerProbabilmente sono ancora impresse nella memoria di chi c'era, quelle due sere a Modena nel maggio del 2003, al termine delle quali un candido Karlheinz Stockhausen saliva ripetutamente sul palco a raccogliere gli applausi di un Teatro Comunale pienissimo. Era la tredicesima edizione di Angelica, e lo stesso Massimo Simonini, direttore artistico del festival, ricorda la piacevole collaborazione tra la manifestazione bolognese e il teatro di Modena. È passato un anno e mezzo: i giorni sono diventati otto, le città tre, i teatri cinque, le composizioni diciotto, di cui sedici mai sentite in Italia. Quante ragioni di eccezionalità si intrecciano in questo programma! Non è solo la presenza, viva e non a mo' di feticcio, di un grande maestro a rendere così particolare questo appuntamento musicale; colpisce anche la capacità di collaborazione delle realtà teatrali dell'Emilia Romagna (Bologna, Modena, Reggio Emilia), a guardar bene così diverse tra loro, eppure in grado, in occasioni come questa, di intessere una rete di relazioni efficacissima. Ne deriva una settimana di musica nuova. (Andrea Ravagnan, Giornale della Musica, novembre 2004)

 

Settimana Stockhausen. Il grande compositore tedesco omaggia l'Emilia Romagna spacerspacerspacer"Con questo progetto vorremmo dare respiro alla musica contemporanea. Il programma è "polifonico", mostra un'ampia varietà dal punto di vista strumentale e del suono" (Massimo Simonini, direttore artistico di AngelicA). L'occasione è più unica che rara, e dimostrerà una volta di più l'estrema freschezza di un artista dalla verve indomabile e quantomai eclettica. (Barnaba Ponchielli, ZER051, novembre 2004)

 

Settimana Stockhausen in Galleria Accursio. Prendono il via gli eventi dedicati al grande compositore contemporaneo spacerspacerspacerIl critico musicale Giampiero Cane introdurrà all'opera del compositore in un incontro dal titolo "Stockhausen il profeta. Il mondo si salva coi suoni". (Sabrina Camonchia, Il Domani di Bologna, 4 novembre 2004)

 

Tra la via Emilia e Stockhausen Il fatto che Bologna negli ultimi anni sia stata, a parte rarissime eccezioni, sonnolenta dal punto di vista culturale, non è certo un fatto nuovo. Non può che far dunque piacere vedere ora che, grazie agli sforzi coraggiosi di Mario Zanzani e Massimo Simonini di Angelica Festival, un compositore, di quelli che hanno lasciato un segno profondo e indelebile nell'evoluzione sonora del secondo Novecento, come Karlheinz Stockhausen [...] diventi l'ospite di una settimana itinerante (Bologna, Modena, Reggio Emilia) di concerti, ascolti guidati, conferenze e incontri pubblici con l'autore. (Helmut Failoni, Alias, 6 novembre 2004)

 

Rivoluzionario e mistico spacerspacerspacerAlle 18 al Comunale il compositore incontrerà il pubblico e parlerà della sua musica. Al Teatro Manzoni frammenti di Luce fragranze e suoni. (Helmut Failoni, La Repubblica, 6 novembre 2004)

 

Suoni antichi e nuovi nel segno di Stockhausen spacerspacerspacerCommistione di suoni antichi e nuovi, di soprani e sintetizzatori, di clarinetti ed elettronica. Sarà una settimana "anomala" la "Settimana Stockhausen" che inzia oggi a Bologna e termina il 13 a Reggio, dedicata ad un compositore "anomalo" come il grande Karlheinz Stockhausen. "Un evento unico e irripetibile" lo definisce Massimo Simonini, direttore artistico del festival Angelica e coordinatore di questa settimana di musica contemporanea. (Chiara Affronte, L'Unità-Bologna Emilia Romagna, 6 novembre 2004)

 

"Da Abbado una spinta a lavorare in rete". Musica a Bologna: dopo il concerto-evento parlano il Comunale, Angelica e altri enti. spacerspacerspacer[...] afferma il Sovrintendente del Teatro Comunale Stefano Mazzonis: "Oggi abbiamo intrapreso una nuova strada rispetto al passato. Certo, si possono pensare anche altre iniziative, ascolti associati", spiega il sovrintendente, che si sofferma però su un discorso regionale: "Fino ad ora hanno giocato i campanilismi. Del resto non c'è in Italia una regione così ricca di offerta come la nostra. È importante che le azioni siano coordinate. Ne è un esempio la settimana Stockhausen, che vede coinvolte quattro realtà (Angelica, Comunale di Bologna e Modena e I Teatri di Reggio). Le sinergie sono una necessità - prosegue Mazzonis - e l'arrivo di Abbado con l'Orchestra Mozart costituisce un fatto molto positivo, uno stimolo per tutti a fare meglio". (Chiara Affronte, L'Unità-Bologna Emilia Romagna, 6 novembre 2004)

 

E l'intervallo è firmato Stockhausen spacerspacerspacerL'ultima 'chicca' è forse la più sfiziosa. [...] come segnale d'intervallo, al Comunale non suonerà il solito campanello, ma un breve brano, che si intitola Licht-Ruf. Indovinate un po' ... Sì, anche questo l'ha composto Stockhausen. (Stefano Marchetti, Il Resto del Carlino, 7 novembre 2004)

 

"Io, Stockhausen, compongo per capire il senso del Creato" spacerspacerspacerVedi alla voce Stockhausen e si apre il grande libro della musica contemporanea: poco amata dal pubblico, raramente eseguita, per farla ascoltare al Teatro Comunale di Bologna hanno addirittura pensato di inserirla fra le sinfonie di Beethoven, così non si scappa, avranno pensato. Poi accade l'imprevisto: un'associazione culturale bolognese, che di nome fa "Angelica" e ha sempre seguito con puntiglio musica di frontiera, chiama Karlheinz Stockhausen, organizzando una maratona in suo nome. (Chiara Sirk, L'Avvenire, 7 novembre 2004)

 

Tre giorni col mito: torna Stockhausen spacerspacerspacerIl compositore ritorna a Modena dopo il successo riscosso per il festival "L'altro suono" che lo aveva ospitato a marzo dell'anno scorso. "Su invito del direttore artistico di Angelica Festival Massimo Simonini - racconta Stockhausen - e del maestro Aldo Sisillo, direttore del Teatro Comunale di Modena, i miei lavori verranno riproposti ancora una volta in Italia, come è avvenuto nel 2003. Eseguiremo diciotto composizioni distribuite nelle città di Bologna, Modena e Reggio Emilia, presentando una serie di lavori originali, nuovi tipi di proiezioni musicali nello spazio e di performance dal vivo, interpretati da eccellenti solisti, tutti in prima italiana". (Gazzetta di Modena, 8 novembre 2004)

 

Le pagine emotive di Karlheinz Stockhausen. Una settimana dedicata alla sua musica, promossa da Angelica con i teatri di Bologna, Modena e Reggio Emilia spacerspacerspacerIl grande controllo. La musica, sia elettronica o eseguita tramite strumentisti, passa sempre per la sua regìa sonora, essendosi assunto la responsabilità di non fornire solo partiture ma di pedinare la "vita" delle sue note. Karlheinz Stockhausen, della cui musica è in corso una settimana promossa dallo staff di Angelica con il coinvolgimento dei teatri di Bologna, Modena e Reggio Emilia. (Giampiero Cane, Il Manifesto, 9 novembre 2004)

 

Pubblico delle grandi occasioni l'altra sera al Manzoni per l'appuntamento con le composizioni di Karlheinz Stockhausen, nell'ambito della settimana a lui dedicata in regione spacerspacerspacerLa figura carismatica di Karlheinz Stockhausen, approdata al Manzoni per sovrintendere di persona alla realizzazione delle proprie complesse creazioni, costituisce un evento artistico tale da richiamare diverse generazioni di appassionati e addetti ai lavori. L'altra sera di fronte a una variegata platea è iniziata la "Settimana Stockhausen" promossa da Angelica e dei teatri di Bologna, Modena e Reggio. [...] Successo entusiastico con acclamazioni da stadio. (Adriano Cavicchi, Il Resto del Carlino, 9 novembre 2004)

 

Stockhausen: "Ascoltatemi a occhi chiusi" spacerspacerspacer"Nelle mie composizioni quello che conta è seguire la direzione e la velocità del suono nello spazio. Per questo lascio la sala buia durante l'ascolto. E prego tutti voi di chiudere gli occhi per concentrarvi meglio sulla direzione e la qualità del suono". Il maestro è tornato. (Il Resto del Carlino, 9 novembre 2004)

 

Ecco due serate speciali. Col profumo di una Rosa mystica spacerspacerspacer(Il Resto del Carlino, 9 novembre 2004)

 

Sentire Ascoltare spacerspacerspacer[...] dal 6 al 13 novembre l'Emilia Romagna ha ospitato, sotto il marchio organizzatore di Angelica, le performances di un artista tutt'altro che vecchio e tutt'altro che seduto sugli allori. (Daniele Follero, Sentire Ascoltare - on line music magazine, 13 novembre 2004)

 

Stockhausen, l'elettronica da rockstar. Un compositore difficile? In Emilia un festival sul compositore richiama tanti giovani entusiasti spacerspacerspacerQuesto tour italiano è nato dal donchisciottismo dell'Angelica Festival che per l'occasione è riuscito a coinvolgere tre istituzioni teatrali di prima grandezza. Già l'anno scorso, sempre per iniziativa di "Angelica", Stockhausen dopo un'assenza che durava dal 1986, era venuto in Italia per un paio di concerti al Comunale di Modena che avevano registrato un imprevisto afflusso di pubblico giovanile. Questa volta la cosa si è ripetuta, più in grande, cosicché i concerti e gli incontri hanno raccolto un pubblico di circa tremila persone, nella stragrande maggioranza giovani. Proprio così: tremila giovani che affollano i teatri per assistere ad una serie di concerti di cosiddetta "musica contemporanea"; un'"onda anomala" che idealmente si abbina a quanto accaduto l'anno scorso a Venezia, in occasione della "Biennale Musica" diretta da Uri Caine. (Giordano Montecchi, L'Unità, 22 novembre 2004)

 



quattordicesima edizione, 9>16 + 21>23 maggio ++ 3 giugno 2004, mosaico & miraggio

 

Decontestualizzare il concerto. A Bologna la 14ª edizione del Festival Angelica. Attenzione ai luoghi in relazione ai programmi. In chiesa le improvvisazioni all'organo di Palestine. spacerspacerspacerDiversità, relazione, unità: sono le idee che da sempre fanno l'identità di Angelica, eppure mai come quest'anno il cartellone è stato disegnato con la volontà di trovare una sintesi tra diversità e unità, di pensare la "diversità come elemento di unità", come sottolinea Massimo Simonini, direttore artistico della manifestazione. Ecco allora che la chiave risolutiva diventa la possibilità di dimostrare le relazioni tra differenti realtà, di individuare le caratteristiche di ogni idioma, per scoprirvi le possibilità di un contatto. Mosaico & Miraggio, sottotitolo di questa edizione, intende dunque collegare l'affermazione della diversità alla speranza di una possibile (e auspicabile) ricomposizione dei tracciati. Simonini insiste molto su quella che ormai, alla quattordicesima edizione, si può chiamare la tradizione di Angelica: "Il desiderio di comunicare con differenti realtà, di creare relazioni, passa attraverso la necessità di non nascondere le contraddizioni. Angelica ha agito in questo senso puntando sulla decontestualizzazione, non per provocare, ma per evidenziare le relazioni". Il contesto, quindi, inteso come elemento che influenza e trasforma la lettura del fatto musicale. [...] "Quest'anno Angelica va in chiesa - ricorda ad esempio Simonini - proprio la prima sera, il 9 maggio, con un'improvvisazione all'organo di Charlemagne Palestine. Potrebbe sembrare una cosa irrispettosa, ma non è così, basti pensare alle improvvisazioni che anche Messiaen faceva in chiesa. Io credo anzi che, proprio perché improvviserà, Palestine potrà sfruttare l'energia del luogo e del momento. Possiamo dire che questo concerto è il simbolo della frequentazione dei luoghi da parte di Angelica". [...] La speranza, in apertura, è quella di poter ascoltare nel pomeriggio del 9 maggio Alda Merini, purtroppo attualmente in gravi condizioni di salute: "L'abbiamo chiamata per il suono che sa trarre dalle sue parole" spiega Simonini. (Andrea Ravagnan, Il Giornale della musica, maggio 2004)

 

Tutti i suoni di Angelica. La manifestazione si propone di rappresentare ogni forma di ricerca musicale che si muova in ambiti non convenzionali, e che usi con libertà i molteplici materiali offerti dalle diverse tradizioni musicali. spacerspacerspacerDi spazi per i suoni di ricerca l'Italia in fondo ne possiede pochi. Ma il valore comunicativo e simbolico raggiunto da Angelica ha sicuramente pochi eguali. Se non altro nello sforzo continuo di rendere la musica d'avanguardia un fatto assolutamente non elitario, nel tentativo di schiudere nuove aree di fruizioni ad ascolti non semplici, ma di grande fascino e significato. Angelica ha aperto forzieri, come quelli dei teatri classici e lirici, che parevano chiusi all'inventio della sperimentazione. Si è proposta al grande pubblico, offrendo non solo concerti ma anche conferenze, e incontri con gli artisti. Non si è limitata ad ospitare, ma è divenuta soggetto propositivo, commissionando opere direttamente ai musicisti. L'edizione 2004 guarda alle contaminazioni, superando la visione nazionale per suggerire l'idea di un orizzonte liquido e sfuggente, dove ogni proposta trova una sua validità. (Bologna spettacolo, maggio 2004)

 

International Angelica Italy spacerspacerspacerAdventurous-looking festival (WIRE, maggio 2004)

 

Et aussi... . spacerspacerspacerMosaïc & mirage: l'international Musica Festival se déroule à Bologne et Modène avec des créations mondiales (Mouvement, maggio-giugno 2004)

 

Mosaici sonori spacerspacerspacerDieci spettacoli in prima assoluta. È solo una delle pregiate "tessere" di Angelica Festival, grande mosaico dedicato alla musica d'oggi. (Silvia Gavino, Gulliver, maggio 2004)

 

Musica: Festival Angelica; voce, solo piano ed elettronico. spacerspacerspacerEventi legati alla voce e alla dimensione del solo pianistico ed elettronico, per occasioni che riflettono sulla forma in relazione agli spazi (chiesa e teatro): è la filosofia del cartellone di "Angelica". (AWES News monitor, 5 maggio 2004)

 

I lampi elettrici di "Angelica": note indiane e live giapponesi. spacerspacerspacerParte tutto dalla voce, con le letture poetiche di Alda Merini, per passare poi a pianisti solisti e a musicisti elettronici. Lo sguardo è sempre rivolto al cielo, ed è attraversato da un misticismo che pervade l'intero festival. (Bologna & Bologna, 6 maggio 2004)

 

Angelica, la musica esce dai musei. Al via il festival internazionale dei suoni contemporanei: concerti a Bologna e Modena. Contaminazioni tra le note sacre e l'elettronica con artisti provenienti da India, Brasile e Giappone. spacerspacerspacerNon solo "museificazione" della musica sotto le Due Torri, ma anche attenzione alla sua vitalità. È con questa metafora che l'assessore provinciale alla cultura Marco Macciantelli descrive il senso di "Angelica festival", appuntamento con la "musica di oggi" giunto alla quattordicesima edizione. Spazio alla musica da fare e da eseguire, piuttosto che da riporre nelle teche di prestigiosi palazzi. [...] "Mosaico & miraggio" è il sottotitolo di Angelica, lo storico festival internazionale di musica, [...] per definire un cartellone che "ha sempre più l'ambizione di coprire ogni campo della musica contemporanea", come afferma Mario Zanzani, direttore responsabile del festival. [...] "Diversità quale elemento di unità", come ama sottolineare Massimo Simonini, direttore artistico. È uno sguardo indubbiamente internazionale quello di "Angelica", che raggiunge l'obiettivo attraverso un grande sforzo, tipico di chi riesce a costruire cartelloni "importanti" con risorse molto ridotte. Abilità, questa, con cui l'intero Paese deve sempre più fare i conti, vista l'insufficiente attenzione istituzionale alla cultura, tanto più se contemporanea. Se l'Italia subisce una condizione di arretratezza rispetto al resto d'Europa, "Angelica" tenta di andare in controtendenza, dimostrandosi capace di intraprendere una "politica estera della musica", come suggerisce Macciantelli, a partire da un ambito locale. (Chiara Affronte, L'Unità-Bologna Emilia Romagna, 5 maggio 2004)

 

Un mese di musica Angelica dall'organo al coro a cappella. Dal 9 maggio al 3 giugno tornano le proposte dell'originale festival curato da Simonini e Zanzani. spacerspacerspacerAngelica va in chiesa. Potrebbe essere il sottotitolo della quattordicesima edizione di questo festival anomalo, fuori dal coro, fuori dagli schemi, una rassegna out, sulla quale nessuno avrebbe scommesso anni fa, ma che ora si è imposta in assoluto come uno degli appuntamenti più importanti della nuova musica, di quella che ci piace chiamare la musica dell'oggi. E non solo a livello italiano, visto che la caratteristica di "Angelica" è proprio quella dell'apertura verso l'esterno, con uno sguardo sonoro macroscopico, che va oltre i confini nazionali. [...] Il titolo ufficiale di questa edizione è "Mosaico & miraggio" per raccontarvi qualcosa dei concerti. Dove è il filo rosso? È un filo rosso-paradosso, che gioca tutte le sue carte sulla diversità. "La diversità come elemento di unità", sottolineano gli organizzatori, Massimo Simonini e Mario Zanzani. Diversità che si manifesta in varie forme. (Helmut Failoni, La Repubblica, 5 maggio 2004)

 

Suoni senza confini. Frammenti di "Angelica". Un incrocio di esperienze multietniche nel nome di un'idea del 'contemporaneo' in note, che non sono quelle accademiche. spacerspacerspacer"Angelica a pezzi". La definizione, che pare suggerire orizzonti di teatro di confine un po' datato, tipo Orlando furioso riveduto e corretto alla luce del Gruppo '63, la definizione, con tutt'altri scopi e intenzioni, l'ha data in apertura della conferenza stampa di presentazione dell'edizione 2004 di questo "Festival internazionale di musica", quale Angelica è da tredici anni, il suo direttore Mario Zanzani, responsabile organizzativo in parallelo alla direzione artistica di Massimo Simonini. Zanzani intende dire che, più ancora di quanto sia accaduto in altre occasioni, questa edizione di Angelica sarà un mosaico, una tavola d'unione appunto di tanti 'pezzi' di esperienze musicali, colte dall'ambito accademico e da quello improvvisativo, da quello italiano e da molte origini, geografiche e culturali, in onore a una idea del molteplice che Angelica onora dal primo dei suoi incontri. (Roberto Verti, Il Resto del Carlino, 5 maggio 2004)

 

Angelica, la musica dell'oggi spacerspacerspacer(Irene Bisi, Il Domani di Bologna, 5 maggio 2004)


Un giorno con "Angelica", suoni dell'altro mondo
spacerspacerspacer(Helmut Failoni, La Repubblica, 11 maggio 2004)

 

Angelica, lo sbarco della bossa nova spacerspacerspacerAngelica, la piccola rassegna per la quale solamente Bologna ha una voce nella vita musicale internazionale, prescindendo da show e business. (Giampiero Cane, Il Manifesto, 12 maggio 2004)

 

Tre belle voci giapponesi alla conquista di Angelica spacerspacerspacer(Gianni Gherardi, La Repubblica, 11 maggio 2004)

 

Su Angelica aleggia lo "Spiritus" spacerspacerspacer(Il Resto del Carlino, 13 maggio 2004)

Angelica festival. Dr. Ilaiyaraaja al Comunale di Modena. Suoni strabilianti per film-song indiane Una prima assoluta che arriva da molto lontano, con Dr. Ilaiyaraaja, il re della film-song indiana. Questa la proposta allettante del festival di Angelica in collaborazione con la rassegna "L'altro Suono". In bilico fra Oriente e Occidente, con uno stile più unico che raro, Dr. Ilaiyaraaja, dopo trenta anni di assenza dal palcoscenico (anche da quelli indiani). spacerspacerspacer(Helmut Failoni, La Repubblica, 14 maggio 2004)

 

Angelica in cucina. Una rassegna di qualità e non di generi spacerspacerspacerDa San Martino, chiesa che per certi versi architetturali interni imita in piccolo l'impressionante volume di San Petronio, da quella a questa chiesa si è svolto l'arco di Angelica, edizione XIV (che non si legge Xiv, come è accaduto davanti a un notaio cittadino per una compravendita - e siamo nella "dotta", o così detta). Articolata in 14 concerti, più qualche incontro con i musicisti e un paio di film, quale maggiore novità ha mostrato l'interesse dei promotori a chiamare alla collaborazione strutture musicali presenti nella città, ma anni luce lontane dall'attualità musicale, dalla creazione artistica di oggi (intendendo con questo termine, "oggi", l'intero Novecento nella sua fuga dalle complesse, ma sicure forme della retorica tonale, da Bach a Puccini, tanto per dire due nomi di riferimento). Ed è così che Angelica ha ottenuto che la corale Euridice, della cui esistenza eravamo al corrente, ma senza averla mai ascoltata perché i suoi programmi non ci hanno mai attratto, è stata coinvolta nella esecuzione di musiche di Scelsi, di Penderecki e di Messiaen che non criticheremo negativamente per il loro risultare un po' rigide e scolastiche, ma positivamente se avranno aperto almeno un po' le curiosità degli interpreti stessi verso musiche di cui riteniamo non conoscessero proprio l'esistenza. Così la Cappella musicale di San Petronio ha affrontato, nel concerto conclusivo le musiche di Iinvejq de Ernestine, Abril Padilla, Davide Tidoni e di altri nel concerto conclusivo, affacciandosi alla creatività dell'ultima generazione di compositori. C'è qualcosa di rivoluzionario in tutto ciò, di fronte e in opposizione a quel che viene comunemente detto musica, ma che è scaduto a "genere". In tutte le arti questo, il genere, non è altro che il prodotto di un mestiere da cui non traspaiono qualità creative, le quali, quando ci sono, sono contro il genere. Naturalmente non si può non trattare che da provocazione reazionaria il qualificativo di "genere" dato anche alla musica contemporanea, a una musica che, bella o brutta che sia nella singolarità delle opere in cui si manifesta, dovrà attendere ancora un po' perché di questa genericità si possano dare i connotati. C'è stata una stagione, quella del ripetitivismo, che ha costruito edifici musicali, per lo più casette in verità, modulari, cioè tutte assai simili, se non proprio identiche, ma, ascoltando quest'ultimo concerto di Angelica, quello della generazione dei più giovani, non ne abbiamo sentito che l'eco lontana. (Giampiero Cane, il Manifesto, 9 giugno 2004)

 

Angelica spacerspacerspacerS'è chiuso Angelica, il festival di musica più "vero" offerto, da molto tempo, sulle scene bolognesi. "Vero" non per scarsa veridicità altrui, ma perché Angelica si espone, sperimenta, ci prova, butta lì ogni anno una semente sempre straordinaria per varietà, spesso per qualità. Sembra quasi temeraria, insomma, Angelica. Quest'anno il luogo eletto era il San Leonardo, uno spazio che il festival aveva occupato anni fa. Piccolo ma consono e sufficiente. (Roberto Verti, Il Resto del Carlino, 25 maggio 2004)

 


tredicesima edizione, 13>18 maggio 2003, abissale & aderente

 

Nel nome di Angelica. La musica del Novecento, un evento raro nella scena italiana. Una voce fuori dal coro. Il festival di musica contemporanea è uno dei pochi appuntamenti che si misura con la creatività e la ricerca. A Bologna e a Modena, un omaggio a Karlheinz Stockhausen spacerspacerspacerAngelica, evento eccezionale che dovrebbe invece essere regola della vita della musica, torna malgrado tutto a gettare la sua luce, pur se d'intensità modesta, nella notte della bassa routine bolognese. È l'unica prospettiva emiliana sulla creatività attuale nell'arte del sonoro nel tempo, ed una delle pochissime nazionali. Collocata un po' nel capoluogo, un po' a Modena, presenta il suo programma da martedì a domenica, e realizza un evento nel suo stesso essere evento con due giornate modenesi, mercoledì e giovedì al Comunale, con la musica di Karlheinz Stockhausen. [...] Echi di Nuova Consonanza, del festival di Venezia, di Controindicazioni si aggiungono a quelli della Scala in un rinvio a tempi migliori per la musica, quando qualcosa ancora si muoveva davanti e tra i segni della tappezzeria sonora delle istituzioni e già ci sembrava poco, troppo poco. A Bologna, inoltre, un po' in controsenso con la quantità di repertorio che viene programmata nelle altre città maggiori, persino la classica tradizionale è in crisi di pubblico di fronte a un Comunale che ha ceduto l'iniziativa a Musica Insieme e Bologna Festival, coi contenuti spettacolari di una programmazione che è determinata esclusivamente dal pubblico residuo dei «passatofili» della piccola borghesia musicale cittadina, cui mai una iniziativa organica ha cercato di affiancare quello più giovane, capace di sentire vibrare in sé qualcosa e di rispondere, anche magari solo con vaga intelligenza, al risuonare di costrutti musicali di Kurtag, Ligeti, Adams o di Bang on a Can. Angelica ha insistito per anni per integrare la propria attività col Comunale, ma è sempre stata trattata, come sgradevolmente si dice, a pesci in faccia. Senza orchestra, si sa, quel che può essere fatto è un programma di solisti e piccoli ensemble. Quel poco di musica d'oggi che si riesce ad ascoltare dal vivo si limita a ciò. Anche Stefano Scodanibbio, con la rassegna maceratese di Nuova Musica che sopravvive tra mille stenti non può dare altro che quel che le sue amicizie di grande contrabbassista riescono ad ottenere tra i colleghi. [...] In ciò sta il successo che anno dopo anno accompagna Angelica o la rassegna maceratese, pur nelle difficoltà che incontra sempre in sanremolandia la musica che chieda all'ascoltatore un po' d'impegno e competenze che non si esauriscano nel ballo del quaqua. L'inizio del secolo scorso è stato segnato da una divaricazione piuttosto forte nel corpo della produzione musicale: da un lato si è voluta una musica facile, capace di flirtare con le nuove forme della musica popolare, ormai largamente commerciabile per mezzo dei nuovi strumenti di diffusione, radio e dischi; dall'altro si affermava nel campo colto una tendenza intellettuale che, forte del fatto che all'intrattenimento poteva bastare la musica appunto nata per esso, elaborava concezioni di scrittura sempre più difficili e sempre più indifferenti alla risposta del pubblico più vasto. Se poniamo attenzione però a musiche come quelle di Satie o di Weill, così come alla maggior quantità della musica minimalista e ripetitiva, vediamo come non tutti i musicisti colti abbiano scelto, però, questa seconda strada. Angelica punta maggiormente sulla potenzialità di combinazioni di strumentisti e della loro collaborazione nell'improvvisazione. Anche quando estranei alla pronuncia jazzistica, da questa musica hanno assunto la pratica della responsabilità dei coautori. Negli anni il pubblico è stato ben felice di ascoltarne le performance, così come sempre più numeroso ha accolto Nuova Musica a Macerata o Controindicazioni a Roma. Il guaio è che i grandi numeri di queste audience sono numeri piccoli di fronte a quelli mossi da coppie quali Abbado-Beethoven, ma anche i grandi numeri di queste non sono nulla di fronte a quelli di un concerto di Vasco Rossi. Se la logica dell'adesione popolare dovesse imporsi a tutto, per le filarmoniche sarebbe una tragedia e il rinnovamento della proposta artistica diverrebbe esclusiva dei divi, sicché il futuro sarebbe condannato alla ripetizione e all'immobilità. (Giampiero Cane, il Manifesto, 10 maggio 2003)

 

Maggio 2003: Angelica: Bologna / Modena spacerspacerspacerAngelica torna nel 2003 alla tradizionale dimensione concertistica, dopo un'edizione "sperimentale" anche nella forma. L'anno scorso tutto il festival era infatti incentrato sull'Opera Mobile del violoncellista Tristan Honsinger e su vari eventi collaterali che ad essa s'intrecciavano. L'edizione presente, itinerante tra Modena (al Teatro Comunale) e Bologna (al Teatro San Leonardo) presenta una serie di concerti che vivono ognuno di vita propria, in larghissima maggioranza connotati dal massiccio impiego della strumentazione elettronica, utilizzata per l'elaborazione in tempo reale del suono acustico oppure, più raramente come fonte sonora originaria. [...] Una conclusione di Festival non urlata né nostalgica, dunque, anzi neppure una "conclusione": piuttosto la presa di coscienza del suono in cui viviamo, che dovrebbe proseguire ben oltre lo spazio di una sera: un invito ad aprirsi ai suoni della vita e a lasciarcene ogni giorno sorprendere, siano quelli dell'ambulanza che passa davanti alla sala del concerto, il vociare del popolo festivaliero, la notte bolognese. Abissale e aderente, recitava il titolo del festival: queste dovrebbero essere sempre le caratteristiche di una rassegna autenticamente "sperimentale", che sia in grado di addentrarsi nelle profondità sotterranee di un mondo musicale sempre più molteplice e complesso, di creare percorsi di formazione all'ascolto - eventualmente con cicli monografici o monotematici in cui musica colta ed extra-colta possano convivere e dialogare (uno degli aspetti più apprezzabili di questa edizione) - evitando le pretese troppo "didattiche" e, soprattutto, le sterili sirene del radical-chic. Angelica è avviata sulla buona strada: non resta che continuare il cammino. (Ermes Rosina, All About Jazz, giugno 2003)

 

Ospite illustre, Karlheinz Stockhausen. Se il violino sfida l'elettronica spacerspacerspacerEra forse destino, quindi, che L'altro Suono incontrasse il festival Angelica di Bologna, che da anni si muove lungo percorsi musicali di confine: l'evento Stockhausen, infatti, si realizza proprio in trait d'union con "Angelica". (Stefano Marchetti, Il Resto del Carlino, 21 dicembre 2003)

 

All'avanguardia. Lungo la via Emilia due festival esplorano la musica nella maniera più ampia e libera possibile. E, tra lo swing degli anni Trenta e le tradizioni popolari, si incontrano nell'opera di Stockhausen spacerspacerspacerDue festival si incontrano sulla via Emilia, e si incrociano per due serate in nome di Karlheinz Stockhausen: L'altro Suono di Modena e Angelica di Bologna. [...] un festival coraggioso e testardo come Angelica (Bologna, 13-18 maggio), può dedicarsi da tredici anni, con anima e corpo, all'esplorazione sonora delle aree più radicali, delle sinergie più impensabili. Il direttore artistico definisce in modo surreale questa nuova edizione: "acustica-acquatica-elettrica-elettronica, irruzioni-meditazioni-proiezioni-improvvisazioni-diffusioni-composizioni-esperienze soniche. Sapore di silenzio. Spazializzazione. Gesti lirici. Fili di luce". (Helmut Failoni, Diario, 25 aprile 2003)

 

Un angelico Stockhausen spacerspacerspacerAttrazione principale nella 13ª edizione del festival Angelica, in agenda dal 13 al 18 maggio, è il compositore tedesco Karlheinz Stockhausen. (Rumore, maggio 2003)

 

Apparirà Lui, Stockhausen spacerspacerspacerVe la ricorderete, se non siete ragazzi, la Bologna del '77. Quella creativa, quella di Radio Alice, quella che dieci anni dopo il Maggio ci riusciva, o almeno così parve, a portare l'immaginazione al potere. C'è qualche fil rouge sotterraneo, qualcosa che gira nel ventre di questa città bouleversée, giunta nel volger d'un mattino al governo del centrodestra, e che forse resta vivo, lega tra loro eventi, episodi, frammenti di creatività che restano, oggi, gli unici testimoni di una originalità culturale. Nel senso che resta Angelica Festival, a Bologna, come segnale del non ovvio: e con esso, resta poco altro, restano soprattutto i suoi corollari, i suoi nuovi e antichi compagni di strada. Per il resto, siamo agli standard nazionali della buona musica, dello spettacolo di buon livello, quello che, siamo sinceri, potresti anche restare a casa e nulla nella tua vita cambierebbe. [...] Angelica si dedica al tema 2003: "abissale e aderente". Ecco, è qui, nelle pieghe dei materiali stampa di Angelica, nei motti, gli aforismi, le virate simboliche, i gesti verbali che accompagnano da sempre questo festival ormai adulto (è il numero 13, numero wagneriano), è anche in questa ricerca di suggestione che sembra sopravvivere, forse nella sua migliore identità, quel tanto di creatività bononiensis che ogni anno convince segmenti non infinitesimali di pubblico curioso a muoversi per Bologna. (Roberto Verti, Il Giornale della Musica, maggio 2003)

 

Angelica, o le musiche possibili spacerspacerspacerUn evento che esplora, con passionale attenzione, la trasformazione del rumore, le sue capacità di divenire persino canzone, musica concreta che si perde nell'ambiente. [...] il cuore del festival quest'anno è femminile. (Pierfrancesco Pacoda, Kult-avanguardie creative, maggio 2003)

 

I tredici anni di "Angelica" spacerspacerspacerNuova edizione del festival internazionale di musica, con una forte presenza femminile. Evento clou: due serate con di Karlheinz Stockhausen. (Irene Bisi, Il Domani di Bologna, 8 maggio 2003)

 

Fra corde che brillano verrà la luce di Stockhausen spacerspacerspacerIl compositore tedesco sarà a Modena, grazie a una collaborazione fra il Comunale di Modena e il festival "Angelica" di Bologna. (Stefano Marchetti, Il Resto del Carlino, 21 dicembre 2003)

 

Tutti i pionieri di Angelica, il festival della marginalità. E soprattutto state attenti alle signore. A Bologna e a Modena, torna la rassegna che va alle radici della musica moderna e delle sue avanguardie più visionarie spacerspacerspacer"Non ho paura di essere marginale. I margini sono fondamentali: in un libro sono loro che tengono insieme le pagine". Prendiamo a prestito questa dichiarazione del regista Jean-Luc Godard per parlarvi di un festival, Angelica, marginale e fondamentale allo stesso tempo, che da dodici anni continua a rinnovarsi e proporre coraggiosamente musiche d'avanguardia, radicali e sperimentali (riconducibili tanto al jazz quanto al rock e all'accademia), troppo spesso sbrigativamente relegate negli angoli dell'intelligenza sonora. (Helmut Failoni, La Repubblica, 8 maggio 2003)

 

Arriva Stockhausen, Bologna gli chiude la porta. Il festival "Angelica" torna nei teatri. Il grande compositore tedesco al Comunale di Modena spacerspacerspacerUn appuntamento attesissimo da tutti gli appassionati di musica colta contemporanea quello di "Angelica", festival internazionale giunto alla tredicesima edizione, che torna quest'anno con un interessante cartellone. Ospite di punta il grande compositore tedesco Karlheinz Stockhausen che arriva al festival con quattro diverse composizioni, di cui una prima nazionale. Partiture per teatro che non verranno eseguite al Comunale di Bologna, ma sul palcoscenico di quello di Modena, istituzione di cui il festival quest'anno è diventato partner. Il Comunale di Bologna, quindi, si lascia scappare l'occasione di ospitare uno tra i più illustri compositori della scena mondiale del secondo dopoguerra e lo lascia andare sotto la Ghirlandina. Infatti, per questa edizione "Angelica" ha deciso di tornare in luoghi istituzionali dopo le esperienze di collaborazione con Link e Tpo. (Chiara Affronte, L'Unità-Bologna Emilia Romagna, 8 maggio 2003)

 

Torna Angelica. Nuova edizione 2003 per il famoso festival di musica contemporaneaspacerspacerspacer(Bologna & Bologna, 8 maggio 2003)

Angelico Stockhausen spacerspacerspacerSuoni non convenzionali, musica sperimentale come scoperta di territori imprevisti, mix di generi. È questa la vocazione di "Angelica". (Lara Crinò, La Repubblica delle Donne, 10 maggio 2003)

 

Angelica ha fatto 13. Torna la musica d'avanguardia fra Bologna e Modena. Dopo tante edizioni in spazi alternativi la rassegna approda in forma stabile al teatro San Leonardo spacerspacerspacerLa prima novità è che "Angelica" torna a farsi sentire nelle sale da concerto più canoniche. (Benedetta Cucci, Il Resto del Carlino, 11 maggio 2003)

 

Musica elettronica da grande maestro. Per il festival Angelica, due serate eccezionali "in trasferta" con Karlheinz Stockhausen spacerspacerspacerAppuntamento straordinario questa sera e domani per il festival "Angelica", in "trasferta" al Teatro Comunale di Modena, con la ricerca musicale di di Karlheinz Stockhausen. (Rossella Rivelli, Leggo, 14 maggio 2003)

 

Diabolico Stockhausen ad Angelica festival spacerspacerspacerIn uno dei colloqui col pubblico (che contribuiscono a fare di Angelica da tredici anni un festival particolarissimo) Stock, Hausen & Walkman, un trio britannico di rumoristi elettronici, si spinsero a dire, non accorgendosi della contraddizione, che su un certo argomento Duchamp aveva detto "una parola definitiva". Poi, in un'altra edizione, l'omaggio a Cornelius Cardew, compositore geniale e sfortunato (morì in miseria, travolto da un'auto), autore di un libello nel quale Stockhausen veniva definito "servo dell'imperialismo". Se in queste o in altre occasioni i direttori di Angelica, Massimo Simonini e Mario Zanzani, avessero annunciato la partecipazione al festival di Karlheinz Stockhausen, il pubblico abituale avrebbe reagito con un muggito ironico di incredulità. Invece è accaduto, e il pubblico per due sere ha riempito il Teatro Comunale di Modena, ha seguito due ore di colloquio sommergendo il compositore di domande, lo ha applaudito festosamente. Non c'è nessuna contraddizione, qui: per far tornare in Italia uno dei massimi compositori dell'ultimo secolo ci voleva un festival fuori dagli schemi come Angelica, un teatro come il Comunale di Modena (che ha co-prodotto le serate, con la generosa partecipazione del Goethe-Institut di Milano), e la concretezza vitalistica del compositore, tutt'altro che subalterno alla logica delle grandi istituzioni. [...] Di musica così, invece, ad Angelica se ne è sempre fatta, senza guardare per il sottile alle appartenenze di genere, con programmi che hanno allineato (sintetizzando) Louis Andriessen e Fred Frith, Heiner Goebbels e Giovanna Marini, Terry Riley e Salvatore Sciarrino, Cecil Taylor e Michel Waisvisz, La Monte Young e John Zorn. Quest'anno, nella sede principale di Bologna (avara, ultimamente, nel sostenere un festival diventato di importanza almeno europea). (Franco Fabbri, Il Sole-24 Ore, 18 maggio 2003)

 

Angelica torna nel 2003 alla tradizionale dimensione concertistica, dopo un'edizione "sperimentale" anche nella forma. spacerspacerspacerL'anno scorso tutto il festival era infatti incentrato sull'Opera Mobile del violoncellista Tristan Honsinger e su vari eventi collaterali che ad essa si intrecciavano. [...] Una conclusione di festival non urlata né nostalgica, dunque, anzi neppure una "conclusione"; piuttosto la presa di coscienza del suono in cui viviamo, che dovrebbe proseguire ben oltre lo spazio di una sera: un invito ad aprirsi ai suoni della vita e a lasciarcene ogni giorno sorprendere, siano quelli dell'ambulanza che passa davanti alla sala del concerto, il vociare del popolo festivaliero, la notte bolognese. Abissale e aderente, recitava il titolo del festival: queste dovrebbero essere sempre le caratteristiche di una rassegna autenticamente "sperimentale", che sia in grado di addentrarsi nelle profondità sotterranee di un mondo musicale sempre più molteplice e complesso, di creare percorsi di formazione all'ascolto - eventualmente con cicli monografici o monotematici in cui musica colta ed extra-colta possano convivere e dialogare (uno degli aspetti più apprezzabili di questa edizione) - evitando le pretese troppo "didattiche" e, soprattutto, le sterili sirene del radical-chic. Angelica è avviata sulla buona strada: non resta che continuare il cammino. (Ermes Rosina, All About Jazz, maggio 2003)

 

Karlheinz Stockhausen inaugura Angelica festival a Modena. La rassegna, arrivata alla sua tredicesima edizione, fa gli onori al suo ospite d'eccezione spacerspacerspacerKarlheinz Stockhausen in concerto è da considerarsi un evento più unico che raro. E l'eccezionalità dell'evento non tradisce le aspettative. (Luca Acquarelli, Flash Musica, 16 maggio 2003)

 

Stockhausen applaudito al Comunale di Modena. Fra gli spettatori anche il pianista Maurizio Pollini spacerspacerspacerCompunto e rigoroso al suo quadro di regìa, Karlheinz Stockhausen ha diretto ieri sera il primo dei suoi due concerti al Teatro Comunale di Modena [...] Stockhausen è stato invitato in Italia dal festival L'altro Suono del Comunale di Modena, in collaborazione con il festival Angelica di Bologna, e ad applaudirlo ieri sera è arrivato l'amico Maurizio Pollini [...] Teatro praticamente esaurito da un pubblico di tutte le età, fra cui molti giovani con abbigliamenti alternativi e qualche vip. (ANSA, 15 maggio 2003)

 

Le giornate italiane di Stockhausen. Pubblico folto e successo caloroso a Modena per i due concerti, comprendenti anche una prima italiana, dedicati al compositore tedesco. spacerspacerspacerPer felice cospirazione d'intelligenze "Angelica", che ha sede a Bologna e qui è trattata a pesci in faccia dalle istituzioni musicali, ha trovato per due concerti di Stockhausen l'interesse del Comunale di Modena. [...] Il teatro era gremito in ambo le serate e le composizioni di Stockhausen e i loro interpreti, là dove ce n'erano, sono stati applauditi con vero calore. (Giampiero Cane, Amadeus, luglio 2003 )

 

Angelica 13 spacerspacerspacerLa tredicesima edizione di Angelica (Festival Internazionale di Musica) segna un ritorno nelle sale dei teatri dopo qualche anno di proficuo vagabondaggio in altri luoghi come centri sociali ecc... . Mentre per una figura carismatica come Karlheinz Stockhausen, dopo varie trattative con il comune di Bologna, la scelta è infine caduta sul Teatro Comunale di Modena, in coproduzione col festival l'Altro Suono. "Abissale" e "aderente" titolava quest'anno la rassegna. Fin troppo facile immaginare l'idea di "abissale" nella musica-composizione-scrittura e nella "magniloquenza" di un personaggio chiave della musica contemporanea quale Stockhausen, che festeggia così i suoi 75 anni, e quella di "aderente" nei piccoli ensembles al femminile (perlopiù) che hanno popolato il Teatro San Leonardo. In realtà le cose non sono così semplici: abissale e aderente lo possiamo cogliere ovunque qua e là, e sono termini che si intersecano/interscambiano volentieri lungo le serate di Angelica 2003. "Un suono ti sfugge ed ecco che nasce. Un nuovo ordine si crea. Nasce dove non si muore": queste le parole di Massimo Simonini, ideatore di Angelica. E con queste premesse possiamo cogliere i momenti alti, le vertigini e gli abissi, così come possiamo catturare i frammenti, gli attimi deboli e mancati, oppure sfuggenti, indefinibili, e persino invisibili. (Gino Dal Soler, Blow Up, giugno 2003)

 


dodicesima edizione, 13>18 maggio 2002, galleria san francesco

 

Va in scena il laboratorio dei suoni. Domani a Bologna inizia Angelica: note e performance con interpreti di tutto il mondo spacerspacerspacer[...] .è il festival di una 'altra' Bologna che però tiene parecchio al rapporto con le istituzioni. Il festival di un laboratorio possibile, un luogo di dialoghi. Lavora e lavora sulle varie facce del reale, edizione dopo edizione, Angelica quest'anno si amplifica in luoghi e contesti. Il contenitore è questa 'opera mobile', l'idea è quella insomma di un agire collettivo, di un dipanarsi 'delle' performance al plurale'. C'è una centralità del gesto: quanto vi sia, di musica, nel teatro, e quanto del teatro sia della musica. Occorre andare, insomma, esserci, vedere, ascoltare. E' il regno del live: e in effetti, come la musica di Sciarrino, quando ascolti le cose di Angelica in cd ti chiedi cosa stai facendo (se non sei lì, nell'hic e nunc, tanto vale fingere che Angelica non esista). (Robero Verti, il Resto del Carlino, 12 maggio 2002)

 

A Bologna apre Angelica spacerspacerspacerUn'opera talmente lunga da essere suddivisa in sei serate? Siamo andati a chiedere lumi a Massimo Simonini, che di quest'opera mobile è l'ideatore concettuale. Parte da lontano: "Angelica ha sempre affrontato i problemi della forma in musica, ora affronteremo invece i problemi di quella che è la 'forma di un festival". (Helmut Failoni, il manifesto - Alias, 11 maggio 2002)

 

Opera mobile ad Angelica. L'avanguardia sbarca al Tpo spacerspacerspacerDimenticatevi i tradizionali concerti in cui si entra, ci si siede, si ascolta e si applaude. Con Angelica questo non succede. Perchè con Galleria San Francesco, opera mobile, cambia profondamente la 'forma' di fruire [...] [...] cambierà forma ogni sera, con concerti che contengono altri concerti, accogliendo finestre e quadri di interventi musicali.

(Sabrina Camonchia, Il DOMANI di Bologna, 10 aprile 2002)

 

Di nuovo... Angelica spacerspacerspacer"Puntuale, con la sua dodicesima edizione, torna il festival internazionale di musica, Angelica, manifestazione in continua evoluzione e trasformazione, che mantiene comunque intatto il livello degli spettacoli che propone. (Clarice Carassi, movida, 3 maggio 2002)

 

Angelica cambia volto va inscena l'opera mobile. Le nuove provocazioni del festival bolognese spacerspacerspacer(Franco Fabbri, la Repubblica - Musica, 9 maggio 2002)

 

Angelica. Arriva l'Opera mobile, luci e figure in musica spacerspacerspacerGalleria San Francesco è il titolo dell'Opera mobile che Angelica ospiterà [...] [...] .e al cui internosi potranno ascoltare musicisti 'consapevoli e inconsapevoli'. Ideata dal violoncellista americano Tristan Honsinger e da Massimo Simonini, con i testi di Ermanno Cavazzoni, scrittore che ispirò a Fellini 'La voce della luna', l'Opera è un insieme di quadri, situazioni, figure, costumi, immagini e luci: ci sarà un ricco cast di musicisti fissi (i consapevoli) a cui, di sera in sera, si aggiungeranno gli invitati al festival (gli inconsapevoli), che faranno il loro concerto che sarà una sorta di intrusione o 'finestra' di interventi all'interno di un'opera che è mobile perchè non ha schemi fissi o tradizionali. E che per di più cambia anche l'approccio di fruizione per il pubblico, in cui spazio e tempo giocano un ruolo di disorientamento. (Gianni Gherardi, la Repubblica, 10 maggio 2002)

 

L'Opera Mobile. Galleria San Francesco, tutta un'altra musica spacerspacerspacerE' definito festival "fluido e in movimento" Angelica. (Gianni Gherardi, la Repubblica, 12 maggio 2002)

 

La musica è mobile. Da domani a sabato un'edizione insolita di Angelicaspacerspacerspacer(Luciana Cavina, il Resto del Carlino, 12 maggio 2002)

 

Che ci fa un tricheco balbuziente a Bologna? L' "Angelica" rassegna vi porta nel futuro della musica spacerspacerspacerSpazio alla fantasia. Provate a immaginare un tricheco balbuziente, che entra in un bagno turco, aggiungetevi un incontro bizzarro fra una puzza e un profumo, una discussione tra un monte e un vulcano, un'inspeigabile incidente di un autobus pieno di scimmie, un bar pieno di orologi a pendolo, due corvi che interrogano un albatro. Il tutto sullo sfondo di una storia d'amore, triste e scontata come tante altre, e di una natura tutta metafisica. Visioni psichedeliche e lisergiche? Non proprio. Sono tre storie, firmate dallo scrittore Ermanno Cavazzoni, dalle quali parte e si irradia la nuova opera di Tristan Honsinger - compositore,violoncellista ed esploratore del teatro musicale - "Galleria San Francesco", alla quale sono dedicate tutte e sei le serate del Festival Angleica. Durate infinite e wagneriane di un'opera contemporanea? La questione è un pò più complessa. L'opera è si il cuore del festival, ma ospita al suo interno anche molti concerti, che con la partitura e il libretto hanno soltanto un legame latente. La "Galleria" è cioè "abitata" ogni sera da nuovi ospiti, provenienti dai più disparati ambiti sonori. Potrebbero sembrare frasi fatte, trite e ritrite, ma qui davvero - è il caso di dirlo - si spazia dall'avanguardia più radicale al free-jazz, al rock sperimentale. Tutti quanti, da una parte l'ensemble di trenta musicisti e attori presenti ogni giorno sul palco e dall'altra gli ospiti esterni, concorrono allo sviluppo dell'opera, che cambia e si trasforma in maniera imprevedibile nel corso delle serate. Solo alla fine del Festival si capirà realmente cos'è "Galleria San Francesco". L'apporto di energie creative così diverse fra loro darà vita a un'opera "collettiva", con un pò di John Cage e un pò di Living Theatre, ma anche e soprattutto con tanta originalità. "L'idea che sta alla base di tutto il lavoro - racconta il direttore artistico Massimo Simonini - è molto democratica, ma anche molto rischiosa: una serata potrebbe anche rivelarsi catastrofica e quella successiva meravigliosa. In questo modo il Festival stesso si mette in gioco". Coraggiosi come sempre, quelli di Angelica, che negli anni (questa è la dodicesima edizione) hanno abituato il pubblico a programmazioni mai scontate e sempre stimolanti per l'orecchio inquieto che è in noi. (Helmut Failoni, l'Unità, 15 maggio 2002)

 

Jazz Angelico spacerspacerspacer(la Repubblica - la Repubblica delle Donne, 14 maggio 2002)

 

Angelica Festival. Il pianista Mengelberg sarà cantante per una seraspacerspacerspacer(G. G., la Repubblica, 17 maggio 2002)

 

Bologna, una città quasi Angelica. Un'idea anarchica. Successo della rassegna bolognese, che si è svolta nella sede del Teatro Polivalente Occupato spacerspacerspacerLa forma di Angelica è quella dell'autonomia del giudizio. Non viene programmata con previsioni circa il gradimento, ma avendo lavorato a creare un pubblico che ne accettasse quella libertà d'arbitrio che la genera, facendo incontrare organizzatori che sarebbero improponibili al sistema delle mediazioni e artisti che seguono i propri daimon, per quel che ne sappiamo, incorruttibilmente, conseguentemente le idee di governo e di consumo non vi hanno luogo. Quest'anno Angleica dipanava il filo di un'idea anarchica di teatro musicale [...] Una storia misteriosofica alla fine della quale non si troverà nulla di diverso da quello che si stava cercando, una di quelle storie che nascono dal sapere le risposte, ma non le domande [...] Per il pubblico, ma anche per gli interpreti, ogni sera era una novità. (Giampiero Cane, il manifesto, 30 maggio 2002)

 

Il San Francesco di Angelica spacerspacerspacer(Il Giornale della Musica, maggio 2002)

 

Note in Movimento spacerspacerspacerAbbandonate la classica nozione di concerto. Per assistere alla dodicesima edizione dell'Angelica Festival occorre liberarsi da qualsiasi abitudine e pregiudizio. (Carnet, maggio 2002)

 

Angelica spacerspacerspacerDi festival di Angelica ce ne sono stati dodici da quel lontano 1991, quando la neonata rassegna si proponeva come l'nuica in Italia in grado di cogliere quella complessità poliformica [...] Da allora un bel pò di nomi si sono alternati sui vari palchi bolognesi. [...] L'innegabile senso naif che si sprigiona da esperienze come quelle di "Galleria San Francesco" compensa l'immediatezza nella fruizione di un'opera impressa di spontaneismo. Poche sovrastrutture, sia in fase di costruzione, che in fase di assimilamento, danno il senso di uno spettacolo che antepone la fantasia a tutto il resto, con il rischio di tessere una trama senza rete. Si intromettono ogni sera musicisti di diversa estrazione interrompendo il delirio scenografico dell'opera mobile [...] . Caratteristiche che ci auguriamo possano continuare a far parte di un festival che si muove in aree che riescono ancora a offrire gemme preziose e a dar rifugio a specie rare in via di estinzione. (Michele Coralli, Blow Up, luglio 2002)

 

Intervista. Misha Mengelberg. Entra in scena come un intruso, si aggira nell'area in cui viene eseguita l'opera mobile di Tristan Honsinger, Galleria San Francesco, messa in scena durante l'ultima edizione di "Angelica", uno dei rari festival italiani dedicati alle musiche eterodosse, tra sperimentazioni e avanguardie. Poi ha inizio la sua incredibile esibizione, candidamente surreale. Stiamo parlando di Misha Mengelberg... spacerspacerspacerDOMANDA: Ieri per me è stata una sorpresa vederti eseguire una performance come quella all'interno dell'opera di Honsinger. La cosa più straniante è stata sentirti cantare in quel modo quasi infantile, a tratti stonato. La mia domanda un pò provocatoria è: dove hai imparato a cantare? RISPOSTA: Non ho mai imparato a cantare, ma qualche volta lo faccio. In questo caso ho seguito l'idea di Massimo Simonini di mettere in scena una performance cantata. Nel contesto dell'opera mi sono detto che il canto sarebbe stato una parte importante della rappresentazione.

(Michele Coralli, Strumenti Musicali, luglio-agosto 2002)

 

Intervista. Peter Brotzmann spacerspacerspacerNon capita spesso di incontrare Brotzmann dalle nostre parti [...] [...] Il nostro appuntamento è avvenuto in occasione dell'ultima edizione di Angelica. DOMANDA: Prima di tutto che impressione hai avuto di questo festival Angelica. E' la prima volta che vieni qui? RISPOSTA: Si è la prima volta che partecipo ad Angelica. Sono già stato a Bologna, credo vent'anni fa con la Globe Unity Orchestra, se ricordo bene. Ho avuto un'ottima impressione della performance di Tristan Honsinger. Penso che abbia fatto un buon lavoro: la cooperazione che è riuscito a creare tra i diversi musicisti che partecipano al progetto funziona molto bene. DOMANDA: Cosa avete in programma per il concerto di stasera? RISPOSTA: L'ensemble dell'opera inizia la sua esibizione, dopo un pò di tempo io e Hamid (Drake) ci uniamo per poi proseguire da soli. La cosa migliore è che né Tristan, né Massimo Simonini ci hanno dato delle indicazioni restrittive, ma assoluto spazio e libertà per fare la nostra esibizione [...] (Michele Coralli, Jukebox all'idrogeno, luglio 2002)

 

Bologna trova spazi nella "Galleria" multimediale spacerspacerspacerLo spontaneo transitare da un quadro all'altro, la verve profusa dai giovani artisti, la mutevole distribuzione spaziale, la carica surreale del tutto, a volte parodistica, hanno reso lo spettacolo coinvolgente, anche se un pò frammentario e ripetitivo per chi ha assistito a tutte le repliche. (Libero Farnè, Musica Jazz, agosto 2002)

 

Galleria San Frncesco spacerspacerspacerGalleria San Frncesco è l'opera attorno alla quale ruota l'edizione della rassegan "Angelica". Per uno dei festival più interessanti d'Italia [...] (Flavio Massarutto, agosto 2002)

 


undicesima edizione, 15>20 maggio+ 12>20 maggio 2001, antichi astronauti

 

Strana Angelica antica o post. Il Festival di Bologna spacerspacerspacer"Fra antico e/o elettronico, in un'area senza tempo, cerca, ancora una volta, di collocarsi Angelica": sono, letteralmente, le prime righe della dichiarazione di poetica del festival bolognese, che se la memoria non inganna solo in un'occasione, qualche anno fa, cadde appunto in quel "Moderno" che qui si nega, proponendo pagine storicizzate ma in realtà invecchiate di maestri italiani, i quali hanno fatto scuola ma nche il proprio tempo. Angelica virò nuovamente e prontamente, dopo la rapidissima incursione nelle terre di tutti, e riprese subito quota. Ma fatica, pare: sarebbe bello sapere come la pensa chi promuove questo multievento di primavera. Per dirla con le parole dei responsabili del festival, il tema è quello dell'"innovazione strumentale": uso improprio di oggetti del quotidiano e uso innovativo degli strumenti origniali. "Un'aria senza tempo che sembra sempre più difficile vivere, dove invenzione, semplicità, ingenuità, cercano la musica. Giradischi, pianoforti stanchi, contrabbassi in fuga in cerca d'identità [...] " Festiva lbello, con tante prime italiane e commisisoni, e con la consueta commistione sistematica di Italia e resto del mondo, di musicisti in residenza permanente e colleghi girovaghi. (Roberto Verti, Giornale della Musica, maggio 2001)

 

Giocare con la musica spacerspacerspacerScopo della manifestazione è allargare i confini della musica elettronica, giocando con strumenti antichi, cmputer e oggetti decontestualizzati. (Carnet, maggio 2001)

 

Musiche per giocattolo e teiera spacerspacerspacerAntichi astronauti. Si tratta di una manifestazione che unisce le ultime tendenze della musica elettronica, installazioni sonore e oggetti animati che generano suoni e rumori. (Max, maggio 2001)

 

Per chi suona l'avanguardia spacerspacerspacerUn'orchestra, sì, ma di computer portatili. E la pianista che suona Philip Glass: su un giocattolo. Musica ultima frontiera. (Glamour, maggio 2001)

 

Angelica. Bologna spacerspacerspacer[...] gli strumenti storici o inventati e i giocattoli musicali incontrano l'elettronica, in un mix di antico e futuribile. (Flash Art, aprile-maggio 2001)

 

Angelica spacerspacerspacerAltro appuntamento ormai imprescindibile per i nostri lettori è lo storico 'Angelica' di Bologna. Un cast estremamente nutrito, come sempre [...] (Blow Up, maggio 2001)

 

Antichi astronauti a Bologna spacerspacerspacerTradizionale appuntamento con le avanguardie sonore a Bologna nel nome di Angelica. (Rumore, maggio 2001)

 

Un gradito ritorno. Angelica Festival 2001 spacerspacerspacerCerto bisognerebbe discutere sul perchè a Bologna un appuntamento come Angelica stenti a trovare una propria dimensione di spazi accettabili, e prima o poi bisognerà farlo, ma intanto godiamoci il cartellone di questa edizione. (Gianni Gherardi, Zero in Condotta, maggio 2001)

 

Bologna città Angelica spacerspacerspacer(Diario, 11 maggio 2001)

 

Tra antico e moderno spacerspacerspacerL'ascoltatore di professione ha l'obbligo di rilevare che Angelica, Festival Internazione di Musica, ha trascorso dieci anni un pò in sordina per quanto riguarda la promozione [...] .adesso non c'è musicofilo che non ne parli, e anticipi pareri e previsioni sul programma. Cerchiamo di spiegare meglio di cosa si tratta. Angelica vuole collocarsi fra antico e/o elettronico, in "un'area senza tempo che sembra sempre più difficile vivere, dove invenzione, semplicità e ingenuità cercano la musica. Strumenti storici, inventati e giocattoli", scrive Massimo Simonini presentando la manifestazione, "si incontreranno e si alterneranno, insieme con un'elettronica che cerca di liberarsi da una forma che la costringe: giradischi, contrabbassi in fuga in cerca d'identità, chitarre come campane, elettrodomestici trasformati trovano un nuovo modo di essere usati come oggetti decontestualizzati. Un'edizione elettronica e austera e ancora antica". Bello. naturalmente è impossibile, in questa sede dare conto di tutto il programma ma basti dire che vale un viaggio anche da lontano. (Franco Fayenz, Soprattutto, 10 maggio 2001)

 

Cultura Bologna. Angelica: intorno a noi c'è il vuoto spacerspacerspacer"Tra Verdi e il Link c'è un vuoto desolante". Si apre con la denuncia di Mario Zanzani la presentazione alla stampa del Festival Internazionale di Musica "Angelica" [...] .annuncia subito che "il Festival di quest'anno è un ritorno alle origini che esprime il senso di solitudine in cui operiamo, dovuto al fatto che manca a Bologna un progetto di copertura per quella musica che sta tra la musica colta e la musica espressa da centri culturali quali i Link e il Tpo. Non c'è modo di fare breccia - aggiunge - in una cultura dominante conservatrice". (Dire, maggio 2001)

 

Angelica afflitta dalla solitudine spacerspacerspacer(Anna Trebbi, il domani di Bologna, 12 maggio 2001)

 

Suoni da meccano... spacerspacerspacerMartedì parte Angelica. Un festival sempre più solo? Vediamo il bicchiere mezzo pieno: no, non è sempre più solo. Ma deve sempre più caparbiamente ancorarsi alla propria convinzione, rinnovare sempre e costantemente le motivazioni che conducono a questi cartelloni che è difficile descrivere, sintetizzare, commentare. Perchè sono lo specchio di una realtà musicale e spettacolare univoca. Che non ha una risposta unica, e fa mille domande. Se vi piace un mondo problematico e che non metta le orecchie in poltrona, Angelica è per voi. (Roberto Verti, Il Resto del Carlino, 11 maggio 2001)

 

Musica in cerca di identità. In una dimensione senza tempo tra l'antico e l'elettronico l'undicesima edizione di Angelica. In viaggio fra i suoni con gli "Antichi Astronauti" spacerspacerspacerCi immaginiamo gli Antichi Astronauti come avventurosi esploratori della galassia musicale, osservatori curiosi della costellazione di suoni in cui sono sommersi. Con tecnologie sofisticate e saperi antichi raccolgono frammenti di musiche e timbri sonori per poi miscelarli in nuove dimensioni, alla ricerca di mondi possibili.Non stiamo parlando di un nuovo remake di fantascienza ma del tema del Festival Internazionale di Musica Angelica. (I.I., il Bello 14 maggio 2001)

 

I suoni di Angelica raccolti in un collage spacerspacerspacerPuò essere una scusa per raccontare e fare il bilancio di un evento che tiene impegnato un pubblico di affezionati per sei sere consecutive ad ogni edizione. [...] Angelica vuole rappresentare un modo diverso di proporre la musica, dove spesso i lavori nascono dall'incontro estemporaneo dei musicisti che qui si ritrovano. L'intento è quello di "ospitare autori che hanno partecipato a liberare la musica dalla catalogazione, a mantenerla in movimento, attraverso la creazione, l'invenzione, l'esplorazione. Perchè la musica si muove e fa spostare continuamente l'orientamento su di essa", spiega il direttore artistico Massimo Simonini. Ciò che si ascolta ad Angelica non è accademia e non è pop, insomma, e "ripercorrerne brevemente i suoi passi - continua Simonini - è ricostruire la storia di una identità mai definita e cangiante". (Francesca Parisini, La Repubblica, 17 maggio 2001)

 

Musica dal crogiuolo tecnologico spacerspacerspacerMolti, provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti, si sono trovati a Bologna per il festival Angelica. Indefinibile, sfuggente, il festival è diventato ormai uno degli appuntamenti più importanti per le musiche di ricerca che a loro volta si sottraggono alle categorie correnti. [...] Il pubblico se ne accorge: proprio quest'anno che Angelica aveva preferito concentrarsi su nomi poco conosciuti qui da noi, per l'organica indegenza dei festival intelligenti, è stato un crescendo di interesse perfino sorprendente. Sorpresi erano anche i musicisti: un esponente storico della ricerca elettronica acustica come Alvin Curran - allievo di Elliott Carter, fondatore del gruppo Musica Elettronica Viva negli anni sessanta con Rzewski, Teitelbaum, Vandor - guardava ammirato le centinaia di spettatori che il lavoro ostinato di undici anni ha raccolto come pubblico fedele e competente. (Franco Fabbri, Il Sole 24 ORE, domenica 20 maggio 2001)

 

Angelica. Al Link il piano bar si fa pseudo-spaziale spacerspacerspacer(Il Resto del Carlino, 18 maggio 2001)

 

Angelica, strumenti fai-da-te per reinventare il suono spacerspacerspacerUn gomitolo di spago racchiuso in una boccia di vetro con la neve che scende, come certi souvenir del Colosseo o della Torre di Pisa. E' l'immagine scelta come icona dell'undicesima edizione di Angelica, Festival Internazionale di Musica che si svolge a Bologna. Lì per lì si rimane perplessi, ma poi si capisce perchè [...] [...] .Sei giorni di avventure con la musica più eterodossa, imprevedibile e sperimentale, armati idealmente di questo attrezzo di Robinson Crusoe: una corda per rimettere insieme i pezzi sparsi, e con essi escogitare qualcosa di nuovo, geniale magari, per tirare avanti. A casa dei nonni statene certi non mancava mai un rotolo di corda mille usi. Era un piccolo simbolo di operosità e di inventiva. Si usava per impacchettare, per cucinare, per imbiancare le pareti, per aggiustare qualcosa di rotto, per costruire qualcosa di utile. Lo spago dava sicurezza, ci si legava la valigia per esempio. Il messaggio è chiaro: accanto all'elettronica miniaturizzata, ai display, al cyber, corredo ormai immancabile del farsi oggi la propria musica - nella sperimentazione cova anche una natura pre-tecnologica, domestica, antica, il gusto tutto particolare del cavare musica dagli oggetti più umili e improbabili, dal trovarobato più peregrino al bricolage più fatasioso. Governati da mani sapienti e inventive, legno, pulegge, giocattoli, viti, ingranaggi, molle, mollette e minuterie varie, abbinati a qualche diavoleria elettronica che ne amplifichi il bisbigliare segreto, si rivelano concentrati nucleari di sonorità e di musiche inaudite, dalla filigrana più eterea al più feroce scatenamento tellurico. Dopo i fasti e nefasti del 2000, della collaborazione col Teatro Comunale e di una rischiosa deriva istituzionale, quest'anno Angelica si riscopre povera, si raggomitola tra le pareti nude e post industriali del Link, ricovero fatiscente ma ospitale di una sottocultura antagonista, emergente fino a ieri e speriamo da adesso in poi, non soccombente. [...] Avanti, finchè c'è corda c'è speranza. (Giordano Montecchi, l'Unità,19 maggio 2001)

 

Angelica. Con la voce e una teiera alla ricerca dei suoni perduti spacerspacerspacerIl Festival Angelica è finito ieri sera, un pò orfano, un pò figliol prodigo, e abbastanza felice. [...] Bentornata Angelica: mentre la musica post Napster diviene affari di luoghi chiusi, di case chiuse nelle quali campionare e masterizzare, alla ricerca dell'Olimpo. (Roberto Verti, Il Resto del Carlino, 22 maggio 2001)

 

Ho visto una teiera che suonava la musica di Lennon. Straordinario concentrato di sperimentazioni sonore al festival Angelica. Un crogiuolo inascoltabile ma dal quale nascerà la musica di domani spacerspacerspacerProbabilmente i ragazzi del 2020 non lo sapranno mai, ma se potranno godersi quella musica così nuova ed entusiasmante sarà probabilmente grazie a qualche oscuro manipolo di artisti radicali che anni addietro si fecero compatire per la loro incrollabile ostinazione. [...] L'edizione appena conclusa di Angelica si potrebbe riassumere in una battuta: "Le vie del signore sono infinite". [...] Ogni tanto padri e figli si ritrovano insieme e allora ecco Mimeo - Music in Mouvement Electronic Orchestra - collettivo di improvvisatori tecnologici creato da Keith Rowe, altro vecchio leone dell'improvvisazione radicale che ha messo a ferro e fuoco l'ultimo concerto di Angelica. Erano in 13 tutti seduti attorno a una grande tavolata disposta su quattro lati, posta al centro del vecchio magazzino del Link e brulicante del più inverosimile arsenale elettromeccanico che abbia mai visto. In mezzo, un pianoforte scoperchiato, alla tastiera il decano John Tilbury e alla cordiera Cor Fuhler [...] [...] E' stato terribile. Si ricordano le sensazioni, i crash laceranti, i bassi che ti spostano le budella, i sibili come rasoiate, le oasi di suoni limpidissimi. [...] Chi vuole ascolta, chi vuole fugge, e magari ritorna [...] [...] E' un'esperienza che richiede complicità, la condivisione di un'esperienza, che resta, e le cui gioie sono un fatto puramente soggettivo, sperdute come sono in un mare in tempesta. Una cosa è certa però: questo trauma racchiude cose destianate non solo a noi. La sera prima Margaret Leng Tan aveva presentato "The Art of the Toy Piano". Pianini giocattolo sui quali il "Chiaro di luna" di Beethoven suona inesorabilmente simile alle filastrocche per bambini. Ma c'è stato un momento speciale. Seduta al pianoforte vero ha attaccato un pezzo di Alvin Lucier. C'era qualcosa di familiare in quello scheletro di melodia. In effetti era "Strawberry Fields Forever". Poi Margaret si è alzata mentre la melodia continuava. Ha preso in mano una teiera che stava sul piano: la musica veniva da lì, piccola e magica; muovendola, sollevando il coperchio, il suono mutava colore e dimensione. Poesia pura. (Giordano Montecchi, l'Unità, 22 maggio 2001)

 

Angelica spacerspacerspacer"Antichi Astronauti" reca misteriosamente il tittolo di Angelica 2001, edizione domestica, intima, essenziale, paradossalmente più minimale della precedente che vedeva i due maestri storici e riconosciuti del minimalismo quali Terry Riley e La Monte Young. [...] Qualcosa che profuma d'arcaico eppure anche terribilmente nuovo, ecco forse perchè "Antichi Astronauti". Edizione minimale dicevamo, ma non per questo minoritaria, perchè molti i punti di forza, e l'energia dispiegata nel fare musica. Non una fredda e sterile cronaca allora, ma flashes destinati a restare nella memoria. La voce che incontra le pause e i silenzi di Feldman di Joan La Barbara, l'incontenibile gamma vocale e forza narrativa di Shelley Hirsch, lo sguardo estatico di Massimo Simonini, il cui turntablism degno di Christian Marclay sarebbe stato quasi perfetto con qualche minuto in meno. (Gino dal Soler, Blow Up, luglio 2001)

 


decima edizione, 5>13 maggio + 5>6 luglio '000, zorro

 

Senza tetto nè legge. I dieci anni di AngelicA. Torna la rassegna bolognese che ha dato voce e dimora agli ambiti non convenzionali della ricerca musicale pagando spesso la diversità con la stabilità spacerspacerspacerDieci anni fa quando a Bologna nacque AngelicA le cui intenzioni secondo quel che dice Massimo Simonini, suo direttore artistico, mirano "a coniugare il piacere alla ricerca in musica". [...] Soprattutto a questi interstizi s'è interessata AngelicA, ovvero alle forme di quella ricerca musicale che si muove in ambiti non convezionali, usando con libertà i molteplci materiali offerti dalle diverse tradizioni musicali. [...] la vita di AngelicA si è evoluta in maniera faticosa: alla ricchezza e varietà delle sue idee non ha mai corrisposto nè un sufficiente appoggio istituzionale, nè un decisivo concorso di pubblico. Indizio chiaro degli stenti è la sua continua peregrinazione: dalla Galleria d'arte moderna al Testoni, dal Teatro di Leo al Link, con approcci al Comunale, che finora ha risposto con supponenza e sottotono. [...] Quest'instabilità di AngelicA è un aspetto particolare del fastidio, se non dell'ostilità, riservata in Italia alle forme eterodosse dell'espressione artistica. Lo spirito di massa, che attribuisce priorità assoluta ai numeri della partecipazione, all'audience, ha invaso anche il territorio della musica producendo insieme e una politica delle barricate e una dei cedimenti in senso volgare se non plebeo. Invece per apprezzare nell'insieme quella di AngelicA è necessario essersi lasciata alle spalle la nozione tradizionale di musica, ovvero utilizzare in maniera naturale il modo di pensarla che si collega al nome di John Cage. Ne sono testimoni le due voci esquimesi che inaugurarono la rassegna nel 1991: il mondo sonoro di Mary Iqaluk e Nellie Echaluk non aveva nessuna elaborazione letteraria, ma nasceva da suoni che parvero colti dalla natura del Canada ghiacciato, in un gioco pieno di regole, ma non conosciute dal pubblico. [...] AngelicA si proponeva di dare voce a un mondo musicale che a Bologna e in Italia non ha luogo. [...] Il pensiero musicale di AngelicA preferiva cercare la vitalità di un'espressione immersa nel caos contemporaneo, partecipe del malessere dei caratteri forti. Dato che il territorio della musica è soprattutto d'antiquariato o, se volete, eventualmente non più che di modernariato, questa è la ragione per cui "angelicando" si incontrano per lo più comportamenti artistici deterritorializzanti, nelle intenzioni o nell'atto creativo stesso o quantomeno nella fruizione. La rassegna sa di nascere dal gran tronco spezzato del sogno della musica di essere linguaggio sensato dalla quaresima al carnevale. Si sa che la musica ha imparato che le regole si consumano presto e che attenervisi produce dottoralità, non cultura. [...] Ciò conferma il carattere fluttuante dell'insieme musicale della proposta di AngelicA, in qualche modo la più distante dall'ideologia diffusa negli States, dove ancora gli strumenti ad arco sono segno d'eleganza, ma anche la più prossima Manhattan, per deterritorializzazione metropolitana.

(Giampiero Cane, Amadeus, maggio '000)

 

Intrepida, irrequieta, assetata di conoscenza (sonora). Angelica è uno dei più importanti festival di musica sperimentale in Italia. E, ariostesca, si prepara a sedurre Bologna, capitale della cultura, con un programma che va in cerca dell'ibrido spacerspacerspacerDopo tutta la musica , dopo tutto il rumore, dopo la bagarre e il chiasso di un millennio in bilico tra fine e inizio. Angelica 2000 approda al minimale. [...] Angelica è l'embrione minimo di un sentiero invocato e non ancora imboccato, che nel momento in cui si sarà percorso si sarà easurito. [...] Come l'eroina ariostesca, Angelica si avventura nella conoscenza con l'alchimia sensuale della contaminazione e della fiduciosa fede nell'amore, e il desiderio per la musica [...] Madre feconda di musica. [...] l' "ibrido" proposto da Angelica 2000 è la strutturazione del conosciuto attraverso l'esplorazione di infinite combinazioni formali. (Ilaria Mancino, VOGUE, aprile 2000)

 

Angelica ricerca spacerspacerspacerSono oramai dieci anni che Bologna propone un festival estremamente interessante, che si articola e trova terreno in quella labile fascia di confine tra musica rock e musica colta, contribuendo tra l'altro all'abbattimento dei generi, così comodi all'industria discografica, così lontani dalla realtà della musica. Nel cartellone dell'Angelica Festival, appunto, non si trovano solo nomi importanti a livello internazionale, ma anche giovani autori italiani [...] (Il Sole 24 ORE, 23 aprile '000)

 

A Bologna i suoni del 2000. Parte la decima edizione di Angelica spacerspacerspacerPer tutti gli appassionati della musica di ricerca, il festival Angelica di Bologna rappresenta da dieci anni un appuntamento imperdibile. (la Repubblica inserto Musica, 27 aprile '000)

 

La curiosità. L'ex cinema riapre per Angelica. Il Manzoni si dà ai concerti spacerspacerspacerIl Manzoni torna ai concerti. Mentre è in corso una trattativa difficoltosa tra Cogei e Comune sul futuro dell'ex-cinema di via dè Monari, il Festival Internazionale di Musica 'Angelica', fa riaprire subito i portoni dell'ex cine-teatro. (cri. z., la Repubblica, 20 aprile 2000)

 

Continua l'anno d'oro di Bologna spacerspacerspacer[...] A Bologna [...] .va posta in primo piano anche la decima edizione del prestigioso festival Angelica, una delle più accurate rassegne europee di musica d'avanguardia [...] (Musica Jazz, aprile 2000)

 

L'acuto sentire. Angelica 2000: spazi per i suoni spacerspacerspacerDi spazi per i suoni di ricerca l'Italia non ne possiede in fondo pochi. Ma il valore comunicativo e simbolico raggiunto da Angelica, il festival bolognese, in nove edizioni ha sicuramente pochi eguali. Se non altro nello sfrozo continuo di rendere la musica d'avanguardia un fatto assolutamente non elitario, nel tentativo di schiudere nuove aree di fruizioni ad ascolti non semplici, ma di grande fascino e significato. Angelica ha aperto forzieri, come quelli dei teatri classici e lirici, che parevano chiusi all'inventio della sperimentazione. Si è proposta al grande pubblico, offrendo non solo concerti ma anche conferenze, e incontri con gli artisti. Non si è limitata ad ospitare, ma è divenuta soggetto propositivo, commissionando opere direttamente ai musicisti. Esplorando negli ultimi quattro anni le scene nazionali, ha tracciato una carta geografica estesa dall'Olanda al Giappone, legandosi allo stesso tempo in maniera dissolubile al tessuto urbano bolognese. L'edizione 2000 guarda alle contaminazioni, superando la visione nazionale per suggerire l'idea di un orizzonte liquido e sfuggente, dove ogni proposta trova la sua validità. [...] Menù folto di appuntamenti, per i gourmet dell'avanguardia ma anche per chi si vuole avvicinare ad un panorama sonoro inedito, goduto nell'irripetibile cornice offerta da Angelica dall'incipiente estate bolognese. E a "quelli di Angelica" proprio non si finirà mai di essere grati. (Riccardo Ventrella, dada SCANNER web, maggio '000)

 

I trasversali spacerspacerspacerIn dieci anni di attività, Angelica, festival dedicato alla musica di ricerca, ha richiamato a Bologna migliaia di appassionati ed è diventato un punto di riferimento imprescindibile per quanti amano seguire percorsi musicali trasversali e diversi, che non trovano facile accesso ai canali di distribuzione tradizionali. [...] Anche quest'anno vi saranno delle opere presentate in prima mondiale e realizzate appositamente per Angelica. Una prerogativa di Angelica è sempre stata infatti quella di non limitarsi a offrire la possibilità a questi artisti di presentare il loro repertorio più tradizionale, ma di commissionare loro dei nuovi lavori, stimolando la loro ferivida creatività e assumendosi così anche un ruolo attivo di promotore delle arti, in assenza di istituzioni capaci o interessate a farlo. (Guido Burgio, e Emilia Romagna, aprile '000)

 

Musica. Bologna - Angelica Festival '000 spacerspacerspacerDa dieci anni ogni mese di maggio, col risveglio della primavera esplodono a Bologna tutti i suoni del mondo [...] (Kult, maggio '000)

 

La dura vita di 'Angelica' festival colto e nomade spacerspacerspacerAlla decima edizione Angelica è giunta ad una straordinaria dimensione europea per livello artistico e progettualità, con un cartellone che non sfigurerebbe affatto in istituzioni come il Barbican di Londra o il Kulturforum di Berlino e che qui invece deve sottostare ad un "nomadismo" degli spazi che quest'anno vedrà utilizzare il Teatro Comunale, l'ex cinema Manzoni e il Link. "Angelica è in una situazione imbarazzante - ha detto Mario Zanzani, direttore del Festival, lanciando il suo grido di dolore - sia perchèil possimo anno non ci sarà più il contributo di Bologna 2000 e dovremo ridimensionarci, sia per la natura stessa di quello che stiamo facendo: copriamo un versante musicale che in Europa è anche delle istituzioni, come a Londra e Francoforte, qui invece agiamo da privati chiedendo ospitalità di volta in volta". [...] Matteo D'amico, al suo primo giorno da direttore artistico del Teatro Comunale, ha rassicurato: "Provengo dall'attività della composizione e ritengo giusto il coinvolgimento del teatro". (Gianni Gherardi, la Repubblica, 3 maggio '000)

 

Provaci ancora, Frank. Da Riley a Zappa: torna l'alternativa Angelica spacerspacerspacerAngelica è il più bel nome che un festival di musica porti in Italia. Ha dieci anni è nato sperimentale, ed è rimasto tale: ci tiene alla propria sperimentalità. Si richiama, nel percorrere questi suoi dieci anni, a: 1-decontestualizzazione, 2-programmazione variegata e in continua mutazione (ed è un dramma per chi ne deve scrivere: i programmi di Angelica sono enciclopedie), 3-musica radicale in situazioni impensabili, 4-pervicace opera di produzione di commissione, 5-non convenzionalità. Come tra new e old economy, anche qui l'universo è cangiante: la old prende tratti dalla new, e la new si trasforma abbastanza rapidamente in qualcosa di old, deve darsi sostanza, bilanci artistici palpabili e non virtuali. E' il problema di Angelica, ed è la bellezza di Angelica. Un festival che ricorda un pò Pannella: quatto quatto, rintanato sulle non convenzioni, ha in reltà visibilità da vendere. Perchè no? e per fortuna, l'edizione 2000 è monstre, c'è molto da non perdere.

(Roberto Verti, il Resto del Carlino, 3 maggio '000)

 

Musica Angelica. A Bologna nove sere tutte da sentire spacerspacerspacerChi è Angelica? Angelica è ancora una bambina, giusto oggi compie dieci anni. Eppure ne ha già combinate di tutti i colori. All'anagrafe della sua città, Bologna, la ragazzina è infatti registrata come "Festival Internazionale di Musica". E siccome per il 2000 Bologna è fra le capitali europee della cultura, Angelica quest'anno ha più soldi e fa le cose più in grande. Fra i discorsi di presentazione, affiora qua e là qualche impennata d'orgoglio tipica di chi è dedito alla causa benemerita di spezzare la monotonia grigio-topo dell'establishment musicale; qualche considerazione ineccepibile, del tipo: perchè mai un festival del genere è opera di qualche Don Chisciotte pazzerellone, mentre altrove questa musica è componente stabile dell'offerta musicale pubblica [...] Dicevamo prima nei discorsi di presentazione. C'è una frase che colpisce in particolare: "Angelica ha sempre cercato di coniugare il piacere con la ricerca in musica". In realtà in dieci anni anche Angelica qualche volta ci ha fatto soffrire. Ma è inevitabile con ogni nouvelle cousine che si rispetti. (SE. S., l'Unità, 5 maggio '000)

 

Bologna. La musica del futuro spacerspacerspacerAngelica è proiettata nel futuro [...] (I VIAGGI di Repubblica, 5 maggio '000)

 

"Angelica", note per orecchie inquiete. S'inaugura oggi a Bologna la rassegna di musica visionaria, creativa e sperimentale spacerspacerspacerQuando, nel 1991, diedero coraggiosamente vita alla prima edizione di Angelica, forse nessuno avrebbe scommesso che nell'arco di pochi anni questo festival per orecchie curiose e inquiete sarebbe diventato uno dei più importanti per quanto riguarda la cosiddetta musica di ricerca, creativa, sperimentale. (Helmut Failoni, il manifesto, 5 maggio '000)

 

Un patchwork sonoro spacerspacerspacerDopo aver indagato negli anni '90 nei meandri più reconditi di quella sorta di "terra di nessuno" che sta tra il rock estremo e l'avanguardia, il jazz e la musica contemporanea, alla decima edizione il patchwork sonoro di Angelica arriva alla forma compiuta, con uno straordinario cartellone all'insegna di progetti originali, commissioni a compositori italiani e stranieri, esclusive.

(Gianni Gherardi, Zero in Condotta, 5 maggio '000)

 

Melodie Angeliche. Singolare la locandina di Angelica spacerspacerspacerInserita fra le manifestazioni di punta di Bologna 2000, questa nuova edizione del festival ha potuto godere di un finanziamento straordinario che gli ha permesso di coinvolgere alcuni degli artisti più rappresentativi della musica di ricerca contemporanea. (Piero Santi, ultime notizie, 5 maggio '000)

 

Le tentazioni della melodia Angelica. Al decimo anno di vita, il laboratorio offre celebrità... spacerspacerspacerNon vi è dunque una classificazione di generi che vincoli il fruitore di musica ad un sistema di attese rigidamente definito, le fonti di ispirazioni che conducono sino all'orizzonte dei laboratori contemporanei sono le più variegate. [...] Anche quest'anno gli ospiti del festival sono autori che hanno partecipato a importanti processi di innovazione, cercando di esaltare la forza dell'innovazione in musica. La circostanza di poterli vedere riuniti in un festival dedicato diviene dunque un'occasione imperdibile per preconizzare i possibili sviluppi di trame creative, offrendo uno sguardo alle situazioni che meglio indicano i percorsi attuali della musica. (il Resto del Carlino, 9 maggio '000)

 

Dieci anni di ricerca spacerspacerspacerIl decimo compleanno è per forza un evento: a maggior ragione per un festival che nasce per definizione 'sperimentale'. Angelica '000 ritorna a Bologna anche quest'anno per indicare le nuove strade che la musica potrebbe percorrere, senza preconcetti, senza preclusioni. (Fabio Alcini, SOPRATTUTTO, maggio '000)

 

Il Blues è per sempre se lo suona un leone. La Monte Young questa sera ad Angelica: un fluviale concerto per sonorità insolite spacerspacerspacer(Fabrizio Festa, la Repubblica, 10 maggio '000)

 

Angelica, il jazz totale del mito Cecil Taylor. Al Comunale anche 'Coptic Light' spacerspacerspacerUn doppio concerto per altrettanti terreni espressivi della musica contemporanea è quello che Angelica presenta stasera al Taetro Comunale con due protagonisti di primo piano della scena americana: il piano solo di Cecil Taylor e "Coptic Light", la composizione di Morton Feldman eseguita in prima italiana dall'orchestra del teatro diretta da Jurien Hempel, fomano il ricco e imperdibile menù [...] (la Repubblica, 10 maggio '000)

 

Cultura, botanica e musica spacerspacerspacerIl festival di musica contemporanea Angelica dà appuntamento al Teatro Manzoni [...] (la Repubblica, 12 maggio '000)

 

Metti una sera al piano. Cecil Taylor ad Angelica. Nella danza del vecchio guru il jazz ha perso il passo spacerspacerspacer(Giuseppe De Biasi, il Resto del Carlino, 12 maggio '000)

 

Angelica, musica colta a confronto. Eccentrica la curiosa immagine ippica, logo del festival spacerspacerspacerCon il concerto di sabato scorso al Link di Bologna si è conclusa la prima parte dei festeggiamenti, per i dieci anni di "Angelica", una ragazzina vispa e intelligente che ha preteso di ascoltare, per il suo compleanno, alcuni dei nomi migliori nel campo della ricerca musicale contemporanea. Non solo ha anche voluto che alcuni concerti avessero caratteristiche di eccezzionalità. (Piero Santi, ultime notizie, 17 maggio '000)

 

Il ritmo interiore del mondo. Il pianista Cecil Taylor spiega le radici della sua musica, legate a culture lontane, fenomeni esoterici e naturali spacerspacerspacerCompletamente diverso dalla sua musica, apparentemente impenetrabile, Cecil Taylor si è dimostrato particolarmente disponibile a discutere anche le interpretazioni più improbabili, come quella, assai curiosa che lo ha definito come un "Bartok alla rovescia". Retino nero in testa, vistosa camicia di seta, collana, anelli e bracciali, il pianista che da quarant'anni persegue senza alcun tipo di compromesso un'idea di musica proiettata nel passato remoto e nel futuro, ha parlato per più di due ore nel corso dell'incontro con il pubblico all'interno del festival Angelica.

(Helmut Failoni e Fabrizio Puglisi, il manifesto, 27 maggio '000)

 

Est + Ovest = Kang spacerspacerspacerUna delle maggiori soddisfazioni per chi frequenta i concerti è quella di entrare in una sala, conoscendo a grandi linee i musicisti ma non il progetto, ed uscirne pienamente appagato. E' quasi come vincere una scommessa. Nell'ambito dell'importante manifestazione Angelica 2000, è stata presentata l'ultima opera di Eyvind Kang dal titolo Garland of Virginal Co-ordinates, in prima assoluta, essendo una commissione del festival stesso. [...] Complimenti a tutti ed al lucido coraggio degli organizzatori di Angelica 2000. (Claudio 'cas' Casanova, musicboom webmagazine, giugno '000)

 

Per Angelica Festival due concerti in esclusiva italiana spacerspacerspacerLa presenza a Bologna dell'Ensemble Modern, per due concerti in esclusiva italiana il 5 e il 6 luglio nell'ambito della seconda parte di Angelica, è al momento l'avvenimento destinato a restare nella memoria della programmazione musicale di Bologna 2000, sia per il prestigio della formazione che per il programma proposto. Il teatro comunale ospiterà due concerti di straordinaria importanza [...] (Luca Danesi, Zero in Condotta, 30 giugno '000)

 

Angelica. Bologna 5-13 maggio spacerspacerspacerSeguo Angelica da 4-5 annima questa decima edizione (la più ambiziosa forse sul piano delle proposte) mi è sembrata tra le più stimolanti e dal mio punto di vista "importanti" (non capita facilmente di vedere coinvolti in una stessa rassegna Terry Riley e La Monte Young) di sempre. Se non sul piano strettamente musicale senz'altro su quello dell'ibridazione, confluenza e infine superamento di stili e categorie. E allora quest'anno ad Angelica c'era davvero movimento, flusso, esplorazioni, possibilità. (Gino dal Soler, Blow Up, giugno '000)

 

Bologna. Quando la ricerca è Angelica spacerspacerspacerAngelica, festival internazionale dall'identità indefinita e cangiante, non ha mai inteso essere una rassegna di jazz. D'altra parte sta ai cultori del genere rintracciare e valutare le attuali evoluzioni, coraggiosamente frastagliate, del jazz, inteso non come linguaggio codificato ma come comportamento estetico aperto, pronto a interpretare la realtà, a confrontarsi con le più vitali espressioni del presente. Da questo punto di vista, la decima edizione di Angelica ha presentato parecchio jazz a Bologna [...] (Libero Farnè, Musica Jazz, luglio '000)

 

Just Dreams. La Monte Young e Marian Zazeela spacerspacerspacerAbbiamo incontrato il padre del minimalismo, insieme all'inseparabile Marian Zazeela, in occasione del festival di Angelica a Bologna, dove si è esibito con la Forever Bad Blues Band [...] (Gino dal Soler, Blow Up, luglio '000)

 

Mirko Sabatini. Alieni in azione spacerspacerspacerA proposito di ciò vorrei ringraziare Massimo Simonini, organizzatore e direttore artistico del festival, che, come sempre in questi ultimi anni ha dato la possibilità a noi musicisti bolognesi di presentare il proprio lavoro in contesti e cornici particolarmente adeguati. Se questo progetto è nato lo devo un pò anche a Massimo [...] (Etero Genio, Blow Up, luglio '000)

 

Zappa nel tempio. Stasera a Bologna L'Ensemble Modern spacerspacerspacerCon il tedesco Ensemble Modern e due suoi concerti inediti al Comunale si chiude il festival Angelica. [...] La cosa più difficile è non farsi prendere dai superlativi. Che dire quando il complesso musicale più bravo al mondo (ho detto "più bravo", non "uno dei più bravi") sbarca nella vostra città dopo averlo ignorato per così tanti anni? [...] Per una volta Bologna, paradigma genuino della provincia musicale più impigrita, si sveglia di soprassalto con l'Europa e il mondo che bussano e sembra vogliono buttare giù la porta. (Giordano Montecchi, il Resto del Carlino, 5 luglio '000)

 

Musica per sole orecchie attente. Note del '900. Si è chiusa al Comunale di Bologna "AngelicA", con musiche di Goebbels, Lachenmann, Nancarrow e Zappa spacerspacerspacerCon due straordinari concerti al Comunale dedicati alle musiche Heiner Goebbels, Helmut Lachenmann, Conlon Nancarrow e Frack Zappa, AngelicA, la cui prima tranche si era svolta tra il 5 e il 13 maggio, ha chiuso giovedì scorso l'edizione del proprio decennale portando sulla scena del teatro bolognese l'Ensemble Modern che, per quanto suoni strano e singolare non era mai stato ospite della città. Con le musiche di quegli autori, e con uno dei massimi ensemble attuali, naturalmente il teatro è apparso affatto differente da com'è di consuetudine. Non c'erano le autorità, non le signore per bene, non il defilé, né gli uomini pinguino, ma quella gioventù vivace più attenta alla ragione artistica che non al rito, che il teatro dice di cercare da sempre, senza trovarla mai. [...] .La prima tranche di AngelicA si era chiusa col "taglia e cuci" di tre dj nero-americani, gli X-ecutioners [...] Considerando anche solo ciò, è stata un'edizione ricca di proposte e di soddisfazioni per un pubblico che si è rivelato non solo più consistente del solito, ma anche più costante. [...] In parte lo stato della conoscenza musicale non è avanzatissimo nel nostro paese, in generale, ma ancor meno lo è a Bologna, dove, come detto, non aveva ma suonato l'Ensemble Modern, e dove Riley s'è visto, se non andiamo errati, sola una volta, con Scodanibbio, al Link. Come ha scritto Mario Zanzani, che divide con Massimo Simonini la direzione dell'impresa, "è imbarazzante sentirsi diversi semplicemente perchè ad AngelicA sono presenti musicisti e compositori che sono di casa nei programmi delle istituzioni di tutto il mondo occidentale". Questo senso di eccezionalità non ha riguardato solo il concerto di Cecil Taylor, che qui ha diviso la sua serata con l'orchestra del Comunale chiamata all'esecuzione di Coptic Light di Morton Feldman. [...] Anche se quello di AngelicA non è nell'insiemeun pubblico caratterizzato da un livello di competenza speciale, è capace tuttavia di mostrare un'attenzione assai curiosa per quel che gli risulta nuovo. (Giampiero Cane, il manifesto, 8 luglio '000)

 

Angelica. Folgorante Zappa, Stravinskij del 2000 spacerspacerspacerDue i concerti ascoltati nel Teatro Comunale. Era uno dei progetti di questa presente-assente Bologna 2000, che è un pò capitale di se stessa. Ma qui invece c'era intelligenza e sapere e qualità da tutte le parti, una felice trabordanza, un eccesso, per l'appunto, altamente "etico". Una terapia. Offerta da "Angelica", festival intelligente e acuto da sempre, ma che di tanto in tanto si fa scappare tentazioni ecumeniste, come è già capitato di rilevare. Perchè recupera ciò di cui potrebbe e dovrebbe felicemente fare a meno, cioè i lacerti e sconcerti del vecchiume neopostavanguardistico. Come gli è capitato di fare, in parte inserendo qui, alla fine della serata numero due, un pezzo di Lachenmann. Che ha grande mestiere. Ma che fatica fa fare a chi lo suona. E perchè gliela fa fare? Ti chiedi. Mah. (Roberto Verti, il Resto del Carlino, 8 luglio '000)

 

Angelica Festival. Zappa estremo spacerspacerspacerIl genio di Frank Zappa non smette di stupire e affascinare nemmeno post mortem. Infatti a sette anni dalla sua scomparsa, L'Ensemble Modern - lo straordinario gruppo di francoforte, dedito alla musica contemporanea - ha presentato a Bologna nell'ambito di Angelica Festival, Greggary Peccary and Other Persuasions, musiche che Zappa aveva composto su Synclavier [...] Uno spettacolo memorabile [...] (Carmelo Di Gennaro, Il Sole 24 ORE, 9 luglio '000)

 

Greggary Peccary spacerspacerspacerSono passati quasi dieci anni da quando l'Ensemble Modern si decise a un incontro ravvicinato con Frank Zappa, riuscendo in quella che sembrava un'impresa disperata; convincere il Maestro che gli orchestrali non sono tutti lavativi e corporativi, che la contemporanea può non essere un nido di vipere e, most important, che la sua musica poteva essere eseguita puntigliosamente e bene, solo dedicandoci il talento e il tempo necessari. [...] Ce ne siamo accorti una sera di luglio, all'"Angelica Festival" di Bologna, quando l'orchestra diretta non più da Peter Rundel ma da Peter Eotvos ha eseguito in prima e unica data italiana una serie di nuove partiture dall'archivio zappiano. [...] Le scommesse con Zappa sono sempre esponenziali, rischi al quadrato, ma a Bologna è andata bene; nessuno si è rotto l'osso del collo e il pubblico ha apprezzato very very much [...] Pubblico non molto numeroso (manca un ricambio generazionale fra gli appassionati) ma successo caldissimo, perfino esagerato, con ripetute chiamate al proscenio e bis bis bis [...] (Riccardo Bertoncelli, Rockerilla, settembre '000)

 

Bologna - Angelica Festival Internazionale di Musica spacerspacerspacerQuella che era nata come rassegna dedicata alla musica religiosa ha ormai allargato gli orizzonti. E oggi, alla decima edizione, propone una commistione di generi, con un occhio di riguardo alla sperimentazione. (DOVE, maggio '000)

 

nonna edizione, 18>23 maggio '999, domestic flights

 

Angelica Festival Puntualmente, come l'arrivo di una nuova stagione, anche quest'anno Angelica celebra la sua nona edizione, "Domestic Flights", per l'occasione, è il titolo itinerante di questa variegata e importante rassegna di musiche eterodosse [...] capace di consolidare forme espressive diversificate a seconda degli intenti musicali che scaturiscono dai differenti approcci dei musicisti, che di volta in volta sono coinvolti nell'eseguire le proprie trame stilistiche, dando vita, per l'appunto, a musiche di ricerca al di fuori di qualsivoglia superflua canonicità di sorta. Angelica rappresenta, se possibile, uno degli ultimi festival di musica che abbia un senso frequentare; l'alternativa cosciente al sempre più becero e modaiolo panorama musicale quotidiano. (Massimiliano Drommi, BRAIN, maggio '999)

 

"Angelica. Domestic Flights". Esoterica rassegna di musica contemporanea spacerspacerspacer(Patrizia Gatti, VOGUE Italia, maggio '999)

 

Angelica o il non convenzionale spacerspacerspacerI talenti delle sette note che sfuggono a tutti i tentativi di classificazione si incontrano all'edizione '999 del festival bolognese che quest'anno si concentra sulla scena inglese. Se amate la musica, anche quella non convenzionale, del sax soprano di Evan Parker, della chitarra elettrica e del violino di Fred Frith, del pianoforte di John Tilbury e di un'inedita Orchestra del Teatro Comunale di Bologna diretta da Stephen Drury, allora non mancate ad Angelica: l'incontro di talenti, che si svolge a bologna dal 18 al 23 maggio. Un festival musicale, giunto alla sua nona edizione, che privilegia la ricerca di melodie inedite, suoni atipici ed elaborazioni inconsuete. Domestic Flights, questo il titolo scelto per la manifestazione, parla quest'anno della scena inglese (dopo l'Olanda nel '96, Canada e Giappone nel '97 e l'Italia nel '98), permeata da un sapore 'distinto e anarchico' che aleggia attraverso il sound di diverse generazioni di musicisti anglosassoni. (Lucia Maruzzelli, SOPRATTUTTO, maggio '99)

 

Angelica music festival. Domestic flights. Musica che inventa ogni volta qualcosa per non essere classificata, in continua mutazione e totalmente instabile spacerspacerspacerAngelica si conferma in questa sua ennesima esperienza, come uno dei festival dalla progettualità più ambiziosa che esistano in Italia[...] . [...] .Non vi rassicura mai. (Benedetta Cucci, zerocinqueuno, maggio '999)

 

Alla corte di Angelica spacerspacerspacerC'è il fior fiore della musica improvvisata continentale - con un occhio di riguardo per l'Inghilterra - in vetrina ad Angelica, festival gravitante [...] (RUMORE, maggio '999)

 

Britannica Angelica. Bologna: nona edizione del festival spacerspacerspacerAngelica è uno spazio la cui condizione di rarità si amplifica anno per anno, in una Bologna musicale che si avvicina al ruolo di Capitale della cultura nel 2000 in abiti di sontuosa devozione al deja-vu e alla pruderie istituzionalizzata.

(Roberto Verti, il Giornale della Musica, maggio '999)

 

Bologna capitale dell'avanguardia spacerspacerspacerBologna ospiterà dal 18 al 23 maggio la nona rassegna "Angelica", un panorama dell'avanguardia musicale in genere e delle correnti più innovative [...]

(MUSICA JAZZ, maggio '999)

 

Festival musicali. Dal 18 al 23 maggio tornerà Angelica. Cartellone ricchissimo, da Tilbury a Frith, oltre a incontri e convegni. Se un minimalista inglese incontra una chitarra sarda preparata... spacerspacerspacerAngelica va per paesi per culture locali. Pensando globale. Pensando che "le musiche" merita scovarle dove configurano i propri itinerari. E che vale la pena, una volta trovatele, di proporle in altri confini, in altri paesi. [...] Il titolo del festival è evocativo di reti di relazioni: Domestic Flights [...] Dicono ad Angelica di una edizione "classica". Caratterizzata da un sapore "distinto e anarchico" [...] Le premesse di buoni esiti ci sono tutte: il cartellone è come al solito ricchissimo, impossibile da sintetizzare in poche righe, gravido di rimandi incrociati tra concerti, performance, convegni, incontri, session improvvisative, intrighi tra bolognesi e stranieri. [...] Angelica, in edizione "classica", esibisce anche un gusto spiccato per la difesa delle proprie certezze [...] (Roberto Verti, il Resto del Carlino, 12 maggio '999)

 

Angelica la nomade fa sosta in Inghilterra. Fra Link e Teatro Comunale le composizioni anticonvenzionali... spacerspacerspacerE' dedicata alla scena musicale inglese la nona edizione di Angelica, festival anomalo e programmaticamente peregrino. [...] Da nove anni Angelica si sposta da una sala all'altra. [...] Quest'anno, oscillando tra Link e Comunale, ossia tra il massimo dell'autogestione e il massimo dell'istituzione musicale, l'impresa sarà più complessa. (Brunella Torresin, la Repubblica, 12 maggio '999)

 

Verso nuovi orizzonti sonori la musica diventa Angelica spacerspacerspacerE' l'inno della musica anticonvenzionale, musica lontana mille miglia dagli stereotipi commerciali tanto in voga alla radio. Musica diversa, tesa ad esplorare nuovi orizzonti, alla caccia di sonorità diverse. Musica che fa rima con Angelica [...]

(Andrea Degidi, il Resto del Carlino, 14 maggio '999)

 

Angelica domestic flights spacerspacerspacerLa musica non convenzionale e di ricerca caratterizza da sempre Angelica che, attraverso un Domestic Flights, come suggerisce il titolo di questa nona edizione, prosegue su orizzonti "classici" il filone intrapreso visitando le realtà sonore dei diversi paesi (nel 96 l'Olanda, nel 97 Canada e Giappone, l'Italia nel 98). I più grandi musicisti anglosassoni, già dominatori della scena degli anni settanta, assieme a quelli appartenenti a generazioni più giovani, sono i protagonisti dei "voli domestici" di Angelica 99.

(Stefania De Salvador, Zero in condotta, 14 maggio '999)

 

Ornella di tutto cuore spacerspacerspacer[...] per il festival internazionale di musica di ricerca "Angelica"

(il Resto del Carlino, 19 maggio '999)

 

'Angelica' vola col sax di Parker. Sfila l'avanguardia inglese. In più i duetti di Russell-Turner e Minton-Weston spacerspacerspacerGrande tecnica e passioni musicali al Link stasera in un triplo concerto che spazia dal jazz a Monteverdi, da Schumann a Hendrix. (Gianni Gherardi, la Repubblica, 19 maggio '99)

 

IL FESTIVAL '99. Tilbury e Frith, al via Angelica. La settimana della musica non convenzionale spacerspacerspacerLa nona edizione della rassegna esplora quest'anno la scena musicale inglese, dopo avere proposto in passato Olanda, Canada, Giappone e Italia. Dalla Gran Bretagna da sempre il principale motore in ambito europeo (ma non solo) della musica di ricerca, sono stati invitati alcuni nomi storici insieme a quelli che potremmo definire emergenti, ma che tali sono solo per l'Italia: siamo noi infatti, unici nel vecchio continente a dedicare pochissime risorse a questo tipo di musica rispetto, ad esempio, alla lirica. (Gianni Gherardi, la Repubblica, 19 maggio '99)

 

Tra minimal e dada. Angelica: Tilbury e Frith hanno inaugurato il festival bolognese spacerspacerspacerEcco questa zona definita da due estremi, l'avanguardia colta e quella creativa, l'altra sera, nell'edizione dedicata alla fiorente scena inglese, è stata ben rappresentata dal piano di Tilbury e dai Tense Serenity di Frith. (Giuseppe De Biasi, il Resto del Carlino, 20 maggio '999)

 

Angelica irrompe al Comunale con i compositori della ricerca spacerspacerspacerAngelica entra nel clou il festival internazionale di musica non convenzionale e di ricerca, continua a "parlare" della ricca scena inglese. Il programma di oggi veramente interessante, si dividerà fra il Teatro Comunale e il Link. Il tradizionale rapporto con lo spazio istituzionale bolognese di largo Respighi, si conferma con l'esecuzione da parte dell'Orchestra del teatro Comunale di prime assolute, sotto la direzione dell'americano Stephen Drury. Per il secondo anno verranno eseguite brevi opere commissionate da Angelica a compositori italiani. (l'Unità, 21 maggio '999)

 

BOLOGNA. Angelica festival tra teatro comunale e Link spacerspacerspacer"Angelica", festival internazionale di musica non convenzionale e di ricerca dal titolo "Domestic Flights". (il manifesto, 21 maggio '999)

 

IL FESTIVAL. Angelica all'ultima serata dell'anarchia musicale spacerspacerspacerGran serata finale di "Angelica", il festival che confermando il suo carattere itinerante è stato ospitato dal Link, con la tradizionale parentesi di venerdì al Teatro Comunale, nel regno della musica colta. [...] i concerti della settimana, che hanno richiamato in media 300 persone, hanno ospitato, in una varietà di proteste sonore, alcuni tra i nomi più interessanti della Gran Bretagna, paese ospite di questa edizione. (Gianni Gherardi, la Repubblica, 23 maggio '99)

 

Radiofonie. Convegni. Il nuovo tra memoria e tecnologia spacerspacerspacerSembrava una simpatica riunione carbonara il convegno che si è svolto venerdì e sabato scorso al Link di Bologna, nell' ambito della rassegna musicale "Angelica". [...] Si parlava di radio - e già questo è un avvenimento straordinario - e il titolo sembrava abbracciare mari e monti. "Modulazione di frequenza. Una ricognizione radiofonica tra memoria e trasformazione" aveva un'aria carbonara, intanto perchè si svolgeva in un luogo caldo e informale [...] .e poi perchè di teste pensanti ce n'erano molte, ma senza l'ampollosità dei grandi meeting organizzati dalle "major" dell'etere. L'occasione era dunque ghiotta, anche se si è parlato di moltissimi temi, perchè appunto i momenti di incontro sono rari [...] C'erano quelli che la radio la fanno, chi scrive i testi, chi cura la musica, i dirigenti e i manager [...] (Monica Luongo, l'Unità, 24 maggio '999)

 

Accademia del nuovo. Musica di ricerca ad 'Angelica': bilancio finale in chiaroscuro spacerspacerspacerManca un pò il segno del nuovo, ad Angelica, festival della musica di ricerca. C'è grande impellenza di classicizzare [...] C'è grande voglia di austerità rispettose, in sala, al Link, non si entra se non tra un pezzo e l'altro, agli applausi. Al Link. Dove si può entrare senza disturbare alcuno. C'è voglia di serio? Alla ricerca di ciò, si vaga con qualche subdolo piacere tra faccende l'una estranea all'altra [...] "Angelica" si vivifica per queste contraddizioni. (Roberto Verti, il Resto del Carlino, 25 maggio '999)

 

Angelica e il piacere di essere contro spacerspacerspacerIl festival di musica contemporanea Angelica si è svolto a Bologna dal 18 al 23 maggio con la solita, numerosa affluenza di spettatori. Una manifestazione che ha raggiunto ormai la nona edizione e che continua a raccogliere consensi. (gli Amici della Musica, giugno '999)

 

Angelica spacerspacerspacerLa domenica, l'estrema e affascinante ricerca di un gruppo davvero storico, gli AMM (fondati nel '65), e una performance del bellissimo Great Learning di Cardew (eseguito da volontari tra il pubblico) hanno concluso una delle migliori edizioni del festival. (Walter Rovere, la Repubblica-inserto Musica, 17 giugno '999)

 



ottava edizione, 11>17 maggio '98, mamma acustica

 

Angelica: il cielo sopra Bologna spacerspacerspacerDegli angeli, è ormai noto, non bisogna domandare se siano di sesso maschile o femminile. Dei musicisti angelici, non è, altrettanto, lecito domandarsi di che "genere" musicale siano. Essi "sono", anzi, in un paese come il nostro per lo più "aleggiano" senza fissa dimora, spostandosi in maniera imprevedibile secondo logiche ineffabili per la ratio mercantil-massmediatica comune seguendo i dettami per l'amore della musica libera. Solo in qualche periodo del'anno, in luoghi molto particolari, si ricrea quello speciale concorso di fattori, non riproducibili in laboratorio, che può indurre il musicista angelico a riunirsi in gruppo e manifestarsi. Si narra, del resto, che ogni musicista, anche dopo la caduta e la perdita delle ali (l'ingresso nel mondo dello spettacolo), conservi un legame spirituale con il proprio sè angelico-custode. Perfino i cantanti di piano bar , nel loro purgatorio musicale quotidiano pare che siano vegliati a distanza, e, all'occasione soccorsi spiritualmente da queste angeliche essenze. In periodi di particolare impoverimento inventivo e lassitudine creativa, le presenze angeliche si riuniscono soccorrevoli laddove ce n'è più bisogno e spontaneamente si manifestano con regolarità, nella speranza di mantenere desta, nei propri simili decaduti, l'aspirazione a un mondo musicale migliore. Se la leggenda non sbaglia, ecco dunque spiegato perchè il festival internazionale "Angelica" si tiene ormai da quasi otto anni a questa parte, proprio a Bologna, Italy [...] Secondo le profezie, è ormai imminente il periodo in cui l'evento eccezzionale dovrebbe, anche quest'anno, ripetersi: tra l'11 e il 17 maggio, per l'esattezza. I luoghi destinati al rito sono molteplici, e variano dal Teatro Comunle (il tempio profanato dai commerci dei mercanti), al Teatro Testoni (luogo oligo-musicale dal PH praticamente neutro) alle sale del Link (oasi di santità, avanposto credibile della lotta per la salvaguardia del Rigo musicale angelico. Venendo al poco che è consentito svelare sugli angelici stessi prima che il Tempo idoneo sia ufficialmente giunto, innanzitutto una premessa: "la musica che si suonerà nessuno lo sa" (ndr: testuale dalle note di presentazione del concerto conclusivo del 17 maggio al link, ensemble "?"). Seconda premessa le presenze angeliche chiamate a raccolta quest'anno sono legate in maniera particolare all'Italia ed a sonorità acustiche piuttosto che elettriche o elettroniche. Dopo l'Angelica "rumorosa" dello scorso anno [...] (Camilla Missio, IL BO 'mixer', 7 maggio '98)

 

Il festival bolognese "altro". Acusticamente Angelica. Scorribande nell'avanguardia spacerspacerspacerUn ritorno all'utero, questo di "Mamma Acustica". L'ottava edizione di Angelica Festival fa un pò come Wagner: dopo avere esagerato (Tristano), si sterza al diatonico, col do maggiore dei Maestri cantori. Nella fattispecie mentre nel 1997 Angelica aveva fatto vetrina di ladri di suono (campionamenti e plunderphonics, tra Canada e Giappone), ora si va all'acustico, con molti italiani [...] C'è quindi popular music e c'è come spiegano ad Angelica, " certa musica contemporanea, almeno quella 'liberata da se stessa' ". Cameristi che eseguono partiture accanto a 'improvvisatori da camera': " decontestualizzare è sempre un desiderio forte ", si precisa. Angelica Festival è un luogo d'avanguardia e di interconnessioni [...] Angelica Festival è anche un forum, un luogo d'incontro di competenze, di parole sulla musica. (Roberto Verti, Il Giornale della Musica, maggio '98)

 

Sviolinate in giardino. Angelica spacerspacerspacerL'arpa, la viola e l'arte del giardinaggio sono i protagonisti della seconda serata al festival di musica di ricerca in corso a Bologna. (il Resto del Carlino, 12 maggio '98)

 

Festival Angelica: ai Notai il dibattito, al Link il concerto spacerspacerspacer"Quell'omologazione culturale che vent'anni di fascismo non ottennero da noi, la civiltà del benessere l'ha ottenuta in nemmeno cinque anni, siamo tutti morti e non ce ne siamo accorti ". Parte da questa frase di Pasolini l'intervento clou della giornata di oggi del festival di Angelica, che ha per protagonista Giovanna Marini. (p.n., la Repubblica, 16 maggio '98)

 

Festival / Da "Angelica" un invito al dialogo tra teatri d'opera e musica creativa. Anche il pianoforte si mangia la coda spacerspacerspacerAngelica numero otto [...] ha fatto un viaggio, una scommessa, un azzardo. Ad Angelica gli azzardi sono consueti: da anni ci si va per trovare quello che altrove non si trova. Ciò che non necessariamente significa trovare illuminazioni; anche chi disegna il cartellone di questo festival, probabilmente, di tanto in tanto si meraviglia, ha ripensamenti. Di certo però Angelica non soffre di quella malattia da terza età che affligge tanta parte della musica italiana. Quella sindrome cui qualcuno dovrà trovare un nome, poichè ha gravità e caratteristiche epidemiche: fa si che la gran parte dei teatri d'opera italiani sia uscita da tempo dall'orizzonte di un qualsiasi rapporto col presente, fa si che le società concertistiche vivono in simbiosi con lo sponsor trasformato in un cerbero difensore del già noto [...] C'è in giro sentore di crisi. Ma la sensazione è che tra le vie della musica italiana si aggirino non solo sacche di disoccupazione (per mancanza di spazi e modi di produzione, più che di pubblico potenziale) ma anche sacche di intelligenza repressa. Il convegno che sabato cifrava il segno di questa Angelica '98 - ovvero il tentativo di porre a dialogo teatri d'opera e cori delle mondine, artisti improvvisativi e compositori d'accademia - ha mostrato proprio questa realtà: nella quale, aiutati dai difetti di una legge sulla musica che fa acqua da tutte le parti, non trova voce, clamorosamente, l'unico segmento della musica italiana che usa la testa e le volontà ideali più che i denari. Ma, come si è detto sabato, nell'agone entri solo se esisti, e se non hai denari non esisti. Il gatto si morde la coda, e Angelica '98, di quel gatto, ha mostrato con grande precisione i percorsi. (Roberto Verti, il Resto del Carlino, 19 maggio '98)

 

Angelica confusa e un pò inadeguata spacerspacerspacerFinisce con una pessima figura del teatro Comunale l'ottava edizione di "Angelica", una delle rassegne più curiose, tanto nella concezione, quanto nelle produzioni, tra quante se ne fanno in Italia. Nel conecrto conclusivo, con musiche di Mencherini, Andriessen, Donatoni, Garau, Grandi, Bignardi, Magnanensi, la musica di quest'ultimo non viene esguita [...] Che una pagina sia cancellata per l'inadeguatezza di uno strumentista è uno scandalo sul quale il Comunale non avrebbe sorvolato probabilmente, nel caso si fosse trattato di una propria produzione, ma che abbiamo la sensazione giunga invece opportuno dal momento che crea delle difficoltà con Angelica, festival col quale il teatro sembra collaborare "obtorto collo". [...] E' un piccolo festival Angelica, un "calimero" delle rassegne musicali, ma ha un'originalità e una vitalità tutte sue, che hanno costruito un piccolo mito della rassegna, che le hanno procurato un pubblico, modesto, ma affezzionato, puntuale e non solo cittadino. (Giampiero Cane, 23 maggio '98)

 

11-17 maggio, teatro Testoni, Link, teatro Comunale: "Angelica '98" spacerspacerspacerLa composizione e l'improvvisazione, la musica "colta" e quella popolare hanno pari diritto di cittadinanza ad Angelica, festival internazionale senza confini di sorta giunto all'ottava edizione. La parola d'ordine di quest'anno era "mamma acustica" [...] (Libero Farnè, Musica Jazz, luglio '98)

 



settima edizione, 6>11 maggio '97, al ladro

 

A Bologna Angelica copia e campiona spacerspacerspacerLa settima edizione di Angelica, con la password "al ladro", si occuperà di pirati di ieri e di ogi, in una sorta di fiera campionaria del campionamento [...]

(Il Giornale della Musica, aprile '97)

 

Ladri di suoni, strumentisti per Angelica spacerspacerspacerDedicata ai ladri di musica, cioè a tutti coloro che creano riciclando materiali preesistenti, campionando e sezionando e rivoluzionando il concetto stesso di autore [...] (Brunella Torresin, la Repubblica, 30 aprile '97)

 

Angelica, faro dell'avanguardia spacerspacerspacerLa piccola oasi italiana dell'avanguardia musicale sta crescendo. Da sette anni. In modo lento e paziente, per dare il tempo necessario a tutti i fruitori di musica di abituarsi a quella terra incognita, che, dai tempi della liberalizzazione tonale da ogni sorta di regola, è stata combattuta con tenacia dai difensori delle "buone, vecchie tradizioni". Il faro, che da sette anni illumina Bologna e vi attira, per poco meno di una settimana, i migliori musicisti e performing artists del mondo è quello di Angelica, cult festival internazionale di musica, giunto alla sua settima edizione, che prosegue con coerenza, entusiasmo e non poche difficoltà di ordine burocratico-economico, il progetto di esplorazione nell'ambito della musica non convenzionale e di ricerca. (Helmut Failoni, l'Unità, 30 aprile '97)

 

Angelica, un festival dedicato al "plagio". In programma anche un convegno su "diritto di creare, di copiare, di ascoltare. Giappone e Canada ospiti d'onore spacerspacerspacerQuando finiscono tutte le etichette, quando proprio non avete più nessuna paroletta appiccicosa da metterci sopra, è allora che spunta la musica nuova [...] Questa musica abituata a circolare dove può e dove trova ospitalità ha da qualche tempo un appuntamento italiano fisso: è Angelica, festival internazionale che si tiene a Bologna all'inizio di maggio e che da sette edizioni rispetta la sua vocazione di raccoglitore di proposte musicali alternative [...] Angelica si concluderà con un'improvvisazione collettiva che costituisce ormai una tradizione e insieme l'incognita finale di questa rassegna che, da anni, tiene fede all'impegno di raccogliere e testimoniare quanto di interessante accade in quel mondo musicale che per l'establishment semplicemente non esiste e che pure continua a inventare oggi le sonorità di domani. (Giordano Montecchi, l'Unità, 6 maggio '97)

 

Angelica scopre i suoni del crimine. Rumori, sospiri, voci ispirati al mondo del delittospacerspacerspacerSi muove sul doppio binario Giappone-Canada, la quarta serata di Angelica[...] (g. g., la Repubblica, 9 maggio '97)

 

Chopin? Si campiona spacerspacerspacerAd "Angelica" si va comunque per ascoltare, c'è un segno di vita. Che altrove manca dalla notte dei tempi. Teatro pieno come un uovo, successo. (Roberto Verti, il Resto del Carlino, 10 maggio '97)

 

Angelica, l'arte diabolica del remixspacerspacerspacer(Giuseppe De Biasi, il Resto del Carlino, 13 maggio '97)

 

Angelica: sul diritto di essere ladri spacerspacerspacerDa quanti anni è entrata in crisi la nozione di avanguardia musicale? Da quanto tempo avvertiamo lo scricchiolio di quella cosmologia musicale contemporanea che distingue la musica colta da quella incolta? Da parecchio tempo, certamente. molto più recente è invece la consapevolezza che esiste una ricerca, una sperimentazione trasversale al sistema delle caste, un'avanguardia non garantita e spesso fuorilegge e rispetto alla quale i festival di neue Muzik sono salotti esclusivi, ritrovi mondani per accademici annoiati. Angelica, festival bolognese che da sette anni si dedica alle musiche non convenzionali, rappresenta una delle rare occasioni italiane di sondare gli sviluppi, ascoltare novità e misurare il polso di questo cosmo musicale. (Giordano Montecchi, Amadeus, luglio '97)

 

Angelica, la musica rubata spacerspacerspacerLa settima edizione di Angelica si è presentata con un sottotitolo interessante: Al ladro. "Al Ladro" è un monito utile per dirottare l'attenzione verso un tipo di musica che non gode sicuramente di gran fama: la musica di ricerca. Settore, questo, che specialmente in Italia cammina nei piani più bassi di attenzione di un pubblico adagiato più nelle grandi e facili produzioni. Ed è qui che Angelica assume una grande importanza facendo da cassa da risonanza per una musica che meriterebbe più spazi [...] Il pubblico bolognese mi è sembrato abbia risposto con discreto interesse a questa manifestazione [...] Complimenti e in bocca al lupo Angelica! (Alessio Guerra, gli Amici della Musica, giugno '97)

 



sesta edizione, 7>11 maggio '96, caos lirico

 

E' in arrivo la grande musica. Dall'Olanda agli Stati Uniti passando dai sobborghi di Londra. Le follie di "Angelica '96" spacerspacerspacerGiunge alla sesta edizione il Festival Angelica, diventato in pochissimo tempo la rassegna di musica d'avanguardia per eccellenza [...] (Helmut Failoni, l'Unità, 27 aprile '96)

 

Angelica scopre le novità olandesi spacerspacerspacerSi chiama "Angelica", è alla sesta edizione, un festival internazionale dedicato dal 1991 " all'esplorazione nell'ambito della musica non convenzionale e di ricerca ". A Bologna Angelica ha il compito della caffeina: serve a svegliarsi. E questo festival in tal senso funziona bene, perchè raccoglie molte forze del tessuto non ufficiale ma dialoga con le istituzioni [...] Ha "visibilità", in una parola. (Roberto Verti, Il Giornale della Musica, maggio '96)

 

Il "Caos Lirico" di Angelica '96 spacerspacerspacerUn festival, quello di Angelica nato fra mille difficoltà e giunto ora, grazie anche alla tenacia degli organizzatori e -perchè no?- del pubblico, alla sua sesta edizione [...] Il festival ha dimostrato con l'enorme affluenza di pubblico nelle passate edizioni, che se le scelte artistiche sono fatte con intelligenza, anche l'avanguardia più radicale può essere seguita con interesse da un pubblico eterogeneo. (Helmut Failoni, l'Unità, 3 maggio '96)

 

Sintonizziamoci sull'Olanda per capire dove va la musica europea spacerspacerspacer"Caos Lirico". E' la sesta edizione di "Angelica", festival internazionale di musica. Dal 1991, "Angelica" manovra nei territori "della musica non convenzionale e di ricerca ": ha portato a Bologna artisti che altrove, in Italia si fa fatica ad ascoltare; è riuscito a trovare la collaborazione del Teatro Comunale, allargando la partnership storica con il Cimes dell'Università; e gode di credito più che meritato e tale da farne un punto di riferimento. (Roberto Verti, Il Resto del Carlino, 3 maggio '96)

 

Tra i Guru olandesi della creatività... spacerspacerspacer"Forse la ricorderanno come l'epoca in cui le cose si scrollavano di dosso i nomi, gli anni in cui si consuma una lotta aspra: da un lato un mondo che imponeva un lessico univoco e assoluto; dall'altro coloro per i quali invece i nomi, quei vecchi e rassicuranti nomi da usare per le cose e le idee, si corrodevano, ormai inservibili, eppure così maledettamente difficili da rimpiazzare con nomi nuovi. Se dico 'musica' rivolgendomi a un destinatario generico, è un casino. Se invece parlo con Angelica so che se dico 'musica', dico qualcosa che sta dalle parti di Zorn o di Goebbels [...]" Le frasi iniziali dell'ironico e lucidissimo saggio di Giordano Montecchi sugli svilippi in stile orwelliano della situazione musicale bolognese si prestano bene a far da inroduttivo scenario dei risultati sonori della terza serata della originale manifestazione bolognese [...] Un autentico e luminoso esempio di "Caos Lirico". (Giuseppe De Biasi, Il Resto del Carlino, 11 maggio '96)

 

Al festival Angelica di Bologna. Improvvisazioni d'Olanda con il piano di Mengelberg e il vibratore di Palinckx spacerspacerspacerLa "dottoressa" Angelica ormai da sei anni passa da Bologna per riferire sullo stato di salute dell'avanguardia e della musica improvvisata e ci dice che anche quaest'anno non ci sono problemi particolari. (Helmut Failoni, l'Unità, 10 maggio '96)

 

Angelica '96 (Bologna) spacerspacerspacerEsiste un universo musicale identificato come avanguardia (termine di comodo, s'intende) che spesso suscita strane reazioni in chi lo ascolta, a volte disgusto a volte noia, di paura. Più o meno la reazione dell'ascoltatore medio è di netto rifiuto. Quale può essere il senso di suoni smozzicati o d'improvvisazioni collettive sorrette solo dal proprio istinto, questa non è musica dirà qualcuno. Ciò che fa la differenza tra l'ascoltatore attento e quello medio è che chi ascolta Misha Mengelberg conosce anche i "Take that" ma chi ascolta i "Take that" non conosce Misha Mengelberg. In questo stato di cose è naturale che la maggior parte delle brodaglie tonali che ci vengono proposte non possano tener conto degli sviluppi più seri e sofferti del linguaggio musicale in toto. Chi fa musica appongiandosi invece al presupposto che nel nostro secolo, e negli ultimi cinquant'anni e più siano successe molte cose e in qualche modo le abbia pure ascoltate, non può che non essere capito. Di chi è allora l'errore: di chi fa musica parlando il linguaggio del proprio tempo o di chi considera la musica finita con la nona sinfonia di Beethoven? Chi è Luigi Nono? Chi è Albert Ayler? Basta avere più pazienza, ascoltare di più per entrare in questa galassia. Non a caso termini come sperimentazione e ricerca sono presenti ormai nel vocabolario di tutte le produzioni di tutti i generi musicali. Varrà allora senz'altro la pena di aprire bene le orecchie a Bologna in occasione della sesta edizione del festival internazionale di musica Angelica, che quest'anno offre un sottotitolo significativo: Caos Lirico. (World Music, aprile 1996)

 



quinta edizione, 2>7 maggio '95, tutto cangia

 

Radio Grafie "Angelica" spacerspacerspacerE' una delle pochissime realtà italiane a proporre musiche di carattere eterodosso. Ma la soddisfazione del Festival bolognese Angelica è di avere evidenziato, nel giro di quattro edizioni, l'esistenza di un pubblico per le musiche d'oggi, di diversa matrice, ma proposte in un comune spirito di libertà ed innovazione. (INFOSTAMPA n.2 / 1995)

 

"Tutto Cangia" spacerspacerspacerSe tutto ciò è vero, dovrebbe essere coronata da buon successo la prossima edizione di Angelica, che un'identità inconfondibile - piaccia o meno - ce l'ha da quando è nata. (Filippo Bianchi, l'Unità, 1 maggio '94)

 

Angelica senza tetto spacerspacerspacerArrivata alla quinta edizione, "Angelica" ormai è un Festival affermato a livello europeo, tanto che dal prossimo anno dovrebbe partire una collaborazione con altre realtà, come Amsterdam. La direzione artistica è oculata e intelligente, ogni volta sceglie tra i musicisti e i gruppi più interessanti del panorama internazionale, e non si guarda alla notorietà del cartellone ma alle proposte. Eppure nonostante tutto questo, "Angelica" sconta più di qualsiasi altro, la ormai cronica carenza degli spazi a Bologna [...] Crediamo sia giunto il momento di affrontare seriamente il problema, soprattutto da parte delle istituzioni, anche per evitare che venga meno quella parte 'sana' della progettualità bolognese, come "Angelica" e le altre realtà importanti che non seguono il terreno delle proposte commerciali. (Gianni Gherardi, MONGOLFIERA Giornale di Bologna, 5/18 maggio '95)

 

La musica Angelica è postmoderna spacerspacerspacerAngelica '95 la rassegna di musica postmoderna, come un miracolo si ripete da cinque anni nella waste land bolognese. Entri al San Leonardo, piccolo teatro ricavato nel volume di una chiesa di via S. Vitale, e sei costretto a stare in piedi durante tutto il concerto, mentre sul palcoscenico sfilano nomi che nessun giornalista radiotelevisivo ha mai pronunciato. Ti guardi attorno e vedi un'incredibile quantità di visi già visti tra il pubblico operistico, in sala di concerto, nella penombra delle cantine jazz, tra il popolo del rock [...] "La nuova musica". Il pubblico è spiazzato, non capisce; ben pochi, anche dentro di sè, se la ridono. E' tale però l'artata cura che la sensazione della magia s'impadronisce di tutti e fino a fine concerto non v'è chi lasci la sala. e' un pubblico troppo poco smaliziato, impreparato in fondo, ma pieno di desiderio, sconta il lungo divorzio tra pubblico e intelligenza della musica negli anni di quella Neue Musik che lo allontanò, riducendolo a una assoluta minoranza alla cui intelligenza musicale altri hanno contrapposto i valori "classici", ma i più da tappezzeria pop. Cos'è mancato a questa nuova musica? Secondo Alessandro Baricco, il senso di quella modernità che "è innanzitutto uno spettacolo", per cui solo a chi accetti il rischio che la spettacolarità sarà dato di superare questa impasse per entrare nei campi fertili della modernità. Questo rischio è la prima pietra miliare nella strada di "Angelica", dalla quale viene tracciandosi un percorso che raccoglie "naufraghi" e "vagabondi" e conducendoli per panorami non sempre d'egual fascino, li espone comunque allo spettacolo della modernità. (Giampiero Cane, il manifesto, 6 maggio '95)

 

Angelica, curiosi e indipendenti spacerspacerspacerSembra di sognare: si accende al Comunale di Bologna e non per un consueto concerto di quei classici che risuonano comunemente nel teatro dell'ente lirico, roccaforte conservatrice dei "veri" valori della musica, ma per ascoltare due ampie pagine di Heiner Goebbels, tedesco, quarantaduenne, esperienze di rock e di musica per film alle spalle. E' merito del cartellone curioso e ingenuo di "Angelica", cui da un paio d'anni l'ente da un appoggio, senza impegnarsi tanto. Mesi e mesi di sonnolenza nella "dotta" Bologna, in attesa di questa organica eccezione alla routine produttiva. (Giampiero Cane, il manifesto, 13 maggio '95)

 



quarta edizione, 24>29 maggio '94, ...funghi...

(testo tratto da Silenzio di John Cage, qui riassunto[...] .)

 

Puzzle contemporaneo spacerspacerspacerSe non ci fosse sarebbe da inventare, ma fortunatamente esiste. Angelica è forse l'unico festival in Italia impegnato nel difficile compito di documentare una musica che si esprime al di fuori dei canoni tradizionali, portando alla ribalta sempre nomi nuovi e progetti altrettanto stimolanti [...] Qui, nonostante non ci siano grandi budget (anzi) si lavora senza l'assillo di dover portare a tutti i costi la star di turno (come fanno quasi tutti i festival di jazz e derivati) [...] (Gianni Gherardi, Mongolfiera, 20/26 maggio '94)

 

Per angeli e per vagabondi. Da Zorn a Frith sei serate 'non convenzionali' spacerspacerspacerTorna Angelica, il festival di musica 'non convenzionale', l'appuntamento più divertente della stagione musicale a Bologna [...] vagabonda tra teatri e palcoscenici diversi - Teatro San Leonardo, Testoni, Comunale e Link - e inquieta tra generi e proposte musicali che non si eludono mai del tutto né s'accomunano mai completamente, ma insieme forniscono materia a quel che chiamiamo 'musica d'oggi'. (Brunella Torresin, la Repubblica, 20 maggio '94)

 

"Angelica": un festival d'autore spacerspacerspacer(La Stampa, 24 maggio '94)

 

Note di musica Angelica spacerspacerspacer[...] tra i pochi festival autenticamente internazionali [...] (Brunella Torresin, la Repubblica, 24 maggio '94)

 

Angelica, la musica intelligente spacerspacerspacerSe cominciassimo a dire una cosa sacrosanta del tipo: 'Angelica, il festival musicale che si apre questa sera è l'unica manifestazione bolognese a tenere i contatti con le tendenze più avanzate e originali dell'avanguardia internazionale [...] Cos'è dunque Angelica? Semplice, è il ritrovo di questa musica da ghigliottina. In questi giorni scorreranno le istantanee delle esperienze musicali fra le più vive e shoccanti, divertenti e problematiche che oggi si possano incontrare sulla faccia della terra. (Giordano Montecchi, l'Unità, 24 maggio '94)

 

'Angelica': tanto jazz nel segno dell'elettronica spacerspacerspacerQuarta edizione per Angelica, il festival bolognese che punta ad una attenta ricognizione dei sentieri della musica nuova. Un'impresa non facile nel clima di diffusa restaurazione sonora di questi anni, ma risolta brillantemente dagli organizzatori guardando a percorsi meno tradizionali della musica contemporanea [...] Il risultato è inevitabile per fantasia e vitalità in una salutare confusione di generi, una proposta segnata da gioia e comunicativa davvero rare." (Giuseppe Vigna, La Nazione, 25 maggio '94)

 

L'ultima occasione per Zorn spacerspacerspacerIl nome è dolcissimo: 'Angelica'. Ma la sostanza è aspra anzi 'DiabolicA'. Perchè nelle serate di 'Angelica-Festival Internazionale di musica''non convenzionale' vi può capitare di tutto. Come questa sera, quando sul palcoscenico del Teatro Testoni salirà una vera e propria nomenklatura della musica innominabile: Fred Frith, John Zorn, Bob Ostertag, John Oswald [...] Quando si deve descrivere un modo di intendere e fare musica così lontano dal senso comune, davvero non si sanno che pesci prendere [...] Una cosa è certa se volete mettere un piede nel XXI secolo cominciate stasera. (l'Unità, 27 maggio '94)

 

I supersuoni di Phil Minton nelle notti di 'Angelica'. Sul palcoscenico del S. Leonardo, il musicista ha elettrizzato la seconda serata della rassegna bolognese con i suoni 'impossibili' di Bob Ostertag spacerspacerspacerSe Walt Disney creando il suo Pippo, invece di un sempliciotto sospinto qua e là dalle più piccole brezze, un Parsifal del Novecento dal debole pensiero, ne avesse fatto un esploratore dell'acido, capace di masticare per ore alla stregua di una 'gomma' una fetta di prosciutto inframezzando il tutto con tequila al peperoncino, è da credere ne sarebbe saltato fuori quel personaggio percorso da mille brividi, forzato da improvvisi sussulti, costretto a lampi di visione per scariche d'elettrochoc gradito che col nome di Phil Minton sul palcoscenico bolognese del S. Leonardo, s'è assunto lo spossante compito di eseguire la musica di Bob Ostertag che ha elettrizzato la seconda serata di Angelica '94 [...] Dopo aver puntato lo sguardo sull'improvvisazione, lo scorso anno, l'attuale edizione di Angelica, ha scelto l'esperienza della composizione, ma andando a cercare tra musicisti singolari, a volte estremi, lontano dai manierismi, così saggiando non tanto la professionalità quanto le nevrosi, i tic, le manie, trovando quindi una sorta di senso della necessarietà. (Giampiero Cane, il manifesto, 27 maggio '94)

Serata di action music nel cuore di Angelica. Felice anarchia di suoni spacerspacerspacerNel cuore di Angelica '94 (Bologna), intitolata al lavoro compositivo di artisti esecutori che percorrono le vie dell'improvvisazione, più o meno vagamente inseriti nel jazz, è spuntata fuori, in controsenso, venerdì, al Testoni, una serata, di action music durante la quale Mark Dresser, Fred Frith, John Zorn, Bob Ostertag, Phil Minton, Gerry Hemingway e John Oswald, insieme o combinandosi variamente, hanno trascinato un pubblico straboccante a partecipare con gioioso entusiasmo. Una 'musicazione' anarchica, complessivamente indirizzata più a suscitare il senso dell'evento che non una fruizione eminentemente estetica [...] (Giampiero Cane, il manifesto, 29 maggio '94)

 

Ai confini della ricerca musicale spacerspacerspacerCon rigore e riservatezza è cresciuta a Bologna una rassegna, maliziosamente intitolata 'Angelica', giunta quest'anno alla quarta edizione e che si propone uno dei rarissimi appuntamenti nazionali con la 'diversità' della sperimentazione musicale priva dei precisi confini. Anzi, l'ipotesi iniziale su cui è nato il progetto della manifestazione è proprio una specie di grado zero dell'elaborazione musicale da cui ripartire, senza tener conto di gerarchie, compartimenti, generi e sottogeneri [...] La rassegna vanta oggi un suo pubblico folto e affezionato, malgrado l'indubbia difficoltà della musica proposta, segno che quando si lavora seriamente i risultati arrivano puntualmente. Nel deserto che si vive oggi in Italia, una delle poche iniziative a lavorare efficacemente fuori da ogni logica di mercato, con budget ridottissimi ma sufficienti a garantire un alto livello della proposta. (Gino Castaldo, la Repubblica, 30 maggio '94)

 

A qualcuno piace attuale. Il successo del concerto di musica contemporanea al Comunale spacerspacerspacer[...] Angelica può finalmente vantare un 'suo' pubblico abbastanza consolidato e vasto. Un altro elemento che premia gli sforzi degli organizzatori del Festival [...] (Fabrizio Festa, la Repubblica, 31 maggio '94)

 

Angelica. Musica Pacifica spacerspacerspacerAngelica, festival vagabondo e instabile, figlio di buona volontà e compromessi, progetto allegro e aperto nel quadro di una vita musicale spesso incupita da arrivismi, frustrata da marginalità, avvilita dall'insensibilità di un pubblico, ivi compresa larga parte della critica, che, chissà perchè, solo alle espressioni musicali nell'insieme delle artistiche contemporanee resta indifferente o ostile [...] Il pubblico ha applaudito tutto con calore, conquistato da musicalità aperte verso l'esterno, dimostrando la necessità di Angelica, iniziativa unica nel quadro bolognese, che andrà potenziata e messa a punto con più cura, il che significa concedendo alla associazione che l'organizza i mezzi per una cura più dettagliata e specialistica di tutti i fattori che concorrono al miglior esito. (Giampiero Cane, il manifesto, 2 giugno '94)

 

'Angelica '94' spacerspacerspacerLa quarta edizione ha portato definitivamente 'Angelica' fuori dalla clandestinità e dalla dimensione underground: l'articolata consistenza del programma, che si è dipanato in diversi teatri, l'efficienza della macchina organizzativa e soprattutto, fatto imprevedibile, la presenza costante di un pubblico folto e omogeneo, hanno consacrato l'originale impostazione della rassegna, che, rifiutando ogni delimitazione di comodo fra generi musicali, è protesa all'esplorazione dei malsicuri e disorientanti territori di confine. L'edizione di quest'anno, dedicata prevalentemente alla composizione, ha presentato sessantacinque brani musicali nell'interpretazione di ventisette formazioni diverse, dal solo all'orchestra sinfonica [...] Questo tipo di esperienze musicali vive della complementarietà delle voci, della ricchezza e varietà timbrica, prende corpo dal gusto per l'intreccio, dalla dinamica imprevedibile delle azioni-reazioni e presuppone uno spiccato senso teatrale sia musicale che visivo. In tutto questo i musicisti chiamati in causa sono dei maestri [...] (Libero Farnè, Musica Jazz, agosto/sett. '94)

 

Angelica '94 spacerspacerspacerAlors que la quatrième edition du festival Angelica vient de se terminer, il convient d'utiliser cette cronique pour faire un point (malheureusement trop rapide) sur une situation plutot réjouissante dans la magique ville de Bologne. En effet, alors que l'Italie s'enlise dans un sordide retour aux sombres années, qui ne repose pas uniquement sur la nostalgie, une bande à géométrie variable à décidé en 1990, de développer plusieurs structures de production et de diffusion. [...] La diversité 'culturelle' des participants aux divers projets et structures, la détemination générale, la décontraction apparente, l'age (il ne s'agit pas d'anciens combattants), la bonne conaissance des musiques actuelles, la volonté de diriger des esthétiques et pratiques différentes voire opposées, nous permettent de considérer, que l'Italie dispose, avec ce systeme d'un formidable, outil de développement à la disposition des musiques de création. On ne peut que comprendre l'enthousiasme des artistes invités cette année comme Fred Frith, John Zorn, John Oswald, Stephen Drury, Bob Ostertag, Guy Klucevsek [...] Admirons aussi la capacité des 'dirigeants', à intégrer sans compromis leurs productions dans la programmations annuelle du théatre municipal: l'orchestre du théatre 'piégé' devant près de mille personnes par la direction à poigne de Stephen Drury pour donner un dinamique interprétation de 'For Your Eyes Only' de John Zorn, a offert un moment rare d'interculturalité [...] Angelica: festival des musiques en opposition des années 90. Qu'on se la dise. (Dominique Repecaud, Revue et Corrigée, giugno '94)

 



terza edizione, 13>18 maggio '93, vedo nudo

 

Suoni Angelici spacerspacerspacerAffascina anche l'assessore Pozzati il programma del festival internazionale di musica Angelica [...] (Chiara Sirk, l'Unità, 13 maggio '93)

 

Angelica scopre l'arte dell'improvvisazione spacerspacerspacer[...] se di iniziative come questa ce ne fosse una in ogni città, la 'salute mentale', per dirla come George Lewis, ne trarrebbe giovamento. (Filippo Bianchi, l'Unità Nazionale, 13 maggio '93)

 

Femmina ribelle spacerspacerspacer[...] Finalmente un momento vivo in un panorama bolognese addormentato [...] (Gianni Gherardi, Mongolfiera 14 maggio '93)

 

Improvvisazioni spumeggianti guidate da uno sciamano spacerspacerspacerSulle scie visive dell'ipnotico gesto direttoriale di Butch Morris si è consumata una performance di grande emotività [...] (Giuseppe De Biasi, Il Resto del Carlino, 18 maggio '93)

 



seconda edizione, 27 maggio >4 giugno '92, per ogni malattia c'è una melodia

(da Farmacia Poetica di Anna Homler)

 

Per ogni malattia c'è una melodia spacerspacerspacerL'hanno chiamata musica d'oggi, musica innovativa, musica attuale: sicuramente i non addetti la chiamerebbero musica 'difficile', ma solo perchè quasi sconosciuta benchè terribilmente suggestiva. E allora il festival Angelica è un tentativo, unico in Italia, di alzare il velo e di rompere gli schemi di proposta e di ascolto di quella che d'ora in avanti chiameremo musica tout court [...] (Franca Ferri, Anteprima, 12 maggio '92)

 

L'acuto di Angelica spacerspacerspacerDietro sta la più singolare tra le rassegne musicali organizzate a Bologna [...] . (Fabrizio Festa, la Repubblica, 26 maggio '92)

 

Angelica da adottare spacerspacerspacer[...] [ vien da dire che non sarebbe male se il Bologna adottasse Angelica a sostituzione di un festival del jazz ripreso dopo vent'anni e poi presto abbandonato [...] (Brunella Torresin, la Repubblica, 3 giugno '92)

 



prima edizione , 5>9 giugno '91, la lingua mi cercava le parole

(da Lamento per la morte di Pasolini di Giovanna Marini)

 

Piccoli noccioli di bellezza sonora. Un duetto esquimese apre 'Musica Angelica' spacerspacerspacerIl Festival Angelica sembra intenzionato a voler offrire molti momenti dotati di un qualche fascino strano, o estraneo. L'idea che lo caratterizza sembra essere più quella di una musica emozionante che non di un'informazione la ricerca di noccioli di bellezza quasi dono degli dei, più che di riflessioni artistiche sullo stato della musica [...] (Giampiero Cane, il manifesto, 7 giugno '91)

 

Angelica irriverente e corsara spacerspacerspacerSe Angelica mantiene le promesse che ha sfoderato che ha sfoderato nella lunga, a tratti patafisica, a tratti commovente inugurazione, allora da questo festival ci si può attendere di tutto. Rassegna corsara, che porta una dedica a Pasolini presa a un verso di Giovanna Marini, di piccole dimensioni e semiclandestina, nasce con spirito curioso e irriverente [...] (Brunella Torresin, la Repubblica, 7 giugno '91)

 

Giochi di voce spacerspacerspacerGrande suggestione hanno portato Mary Iqaluk e Nellie Echaluk coi loro giochi vocali esquimesi all'inaugurazione di Angelica [...] (Il Resto del Carlino, 7 giugno '91)

 

E Rossini s'intonò agli esquimesi spacerspacerspacer[...] qui ad Angelica nessuno si è preoccupato d'altro che di far ascoltare le musiche d'oggi, del fascino irripetibile dei giochi vocali esquimesi al Rossini corrottissimo di Kate e Mike Westbrook. E senza spiegare al popolo che questa è la Musica Contemporanea, quella vera, etica, impegnata a sviluppare linguaggi e materiali che, chissà perchè, una tradizione partita a fine Ottocento ci avrebbe lasciato in eredità ineluttabile [...] (Roberto Verti, Il Resto del Carlino, 13 giugno '91)