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E' arrivata la stagione dei tagli; regolare, con una certa periodicità. Fondi scarsi, massima attenzione alle spese. In queste situazioni, diciamo di crisi, si dovrebbe far quadrato intorno al sistema della cultura e dello spettacolo, tagliando il superfluo per rafforzare l'essenziale.
Succede invece il contrario, quella dei tagli è anche una strategia comunicativa, mentre riduce le risorse per il sistema scopre fondi da usare discrezionalmente. Sembra una legge: è invece una pessima abitudine della politica. In generale, tutti apprezzano la cultura e ne riconoscono il valore. Tuttavia, di fronte a difficoltà di bilancio la cultura è la prima a rimetterci e viene messa in secondo piano: l'economia è da rilanciare, il settore sociale da difendere, la cultura è da tagliare. Questo è lo schema, lo schema italiano almeno. Per lo spettacolo (le arti performative: danza, musica, prosa, arti visive) è ancora peggio in quanto se la cultura viene ritenuta di utilità indiretta, serve sempre per qualcos'altro, lo spettacolo è manifestamente inutile, una sovrastruttura piacevole ma improduttiva. Dal punto di vista della conoscenza che si produce non c'è differenza alcuna fra servizi della cultura e dello spettacolo e gli altri servizi per la città, i cittadini o le merci. E tuttavia, il lavoro artistico non è mai pensato nelle strutture di formazione che lo rendono possibile. Gran parte delle istituzioni culturali pubbliche per esempio portano all'eccesso queste tendenze e si occupano quasi esclusivamente di beni culturali, cioè di lavoro artistico svolto in altre epoche e non di produzione artistica corrente. Non sono che poche considerazioni, ma efficaci, sul fatto che non è per niente facile fare qualcosa di grande rilievo dalle nostre parti, e che non è per niente facile portare un festival fuori della sua nicchia naturale quando tutto congiura perché vi rimanga. Mario Zanzani
Definizione Indefinita
Dopo 15 anni in cui si sono dette molte cose sulla musica e su quello che è, può essere, un 'Festival Internazionale di Musica', oggi non parliamo più di 'edizioni' e riflettiamo sul senso che ha un 'Festival' (definizione ormai consumata e usata spesso in modo improprio).
La definizione attuale è: Angelica 16, sedicesimo anno, Momento Maggio. Quindi non più 'edizioni' ma 'anni', e diversi 'momenti' che si svolgono nel corso dell'anno. Definizione forse anche più incisiva: ricorda da quando esisti. Forse sono 'sfumature' poco leggibili per un certo pubblico, o per chi non conosce il percorso di Angelica, ma sono importanti e riguardano una transizione ancora in corso. Le possibilità espressive di una realtà come Angelica si estendono, nel tempo, considerando quello che ci viene 'offerto' momento per momento. Cos'è un Festival Internazionale di Musica? Un Festival 'ricerca', mostra soluzioni e contraddizioni, offre risposte ma pone anche domande, ospita nello stesso momento (non un concerto a settimana, ma una settimana di concerti) più eventi e musicisti, cercando di dire qualcosa sullo stato della musica e dei musicisti; rispecchia anche una dimensione sociale e, se possibile, la influenza; diventa un momento di contatto importante per tutti quelli interessati, dove anche la fruizione, il contesto, assumono ruoli importanti; lo stesso spettatore dovrebbe poter entrare a un concerto e uscirne piacevolmente 'divertito' e 'soffrire', o chiedersi molte cose, a quello successivo, non come regola ma perchè questa è la musica, la vita che si svolge, e forse, anni dopo, lo stesso spettatore potrebbe ribaltare il suo parere su quello che ha visto, perchè anche questo succede. Offrire un'esperienza nella quale immergersi, non come momento di consumo ma di riflessione, nel senso più ampio del termine che comprende anche la 'leggerezza' che può dare un concerto. Cercando di mantenere un equilibrio tra questi aspetti, tra diversità, nel 'rispetto' del fruitore; e cercando di essere 'attraenti' anche per il pubblico che si sposta solo in occasioni di eventi più popolari. Questi e altri elementi concorrono a formare un Festival, e la sua progettazione richiede molte risorse e una forte 'partecipazione' da parte delle Istituzioni. Gli 'eventi' parlano, orientano, e sembra che uno dei ruoli chiave di Angelica sia stato quello di mettere in comunicazione la 'diversità', di stimolarne l'incontro; trovare sinergie che anche oggi diventano prioritarie rispetto a una formula di Festival, che appare riducente se non si trovano le risorse necessarie. Diventa più importante pensare uno 'spazio'. L'esperienza di Angelica viene come diluita e concentrata al tempo stesso, in momenti, cercando di portare in ogni diverso momento ciò che la caratterizza, distingue. Maggio è sempre stato il momento 'tradizionale' per 15 anni di Angelica e del suo Festival, e attualmente guarda alla scena musicale 'creativa' locale (Bologna) e italiana (mai trascurata in tutti questi anni dove Angelica ne ha stimolato in tutti i modi l'attività), qui in contatto con il resto del mondo. Musicisti che appartengono a un Italia invisibile e che, malgrado le difficoltà, perseverano cercando di proseguire la loro strada 'verso la musica'; rappresentano un mondo ancora da scoprire e una 'risorsa' per i luoghi nei quali vivono se solo le 'Istituzioni' si accorgessero della loro esistenza più volte proclamata da Angelica con richiesta anche di spazi per fare musica; spazi necessari che amplificherebbero la personalità della città, dando luogo a una risonanza nel mondo della musica che si pratica oggi e offrendo molte opportunità di lavoro, oltre alla didattica che si potrebbe svolgere per la formazione di una concezione musicale diversa più legata alla contemporaneità. In tempi di crisi delle Istituzioni musicali, e di grande necessità di ristrutturazione, certe scelte porterebbero solo soluzioni, aria nuova, e un senso di speranza spesso deluso. Ma non serve molto parlare, meglio è fare, anche quando si aspettano risposte a riguardo; anticipare e proporre comunque, perchè arriva a compimento ciò che deve essere se le energie dedicate sono ben 'proiettate'. Questo richiede, chiede, il tempo. Continua con la stagione 2006 la co-produzione tra l'Altro Suono e Angelica: Cantus Circæus è un progetto speciale che mette in comunicazione 'forze locali' e ospiti internazionali, incrociando diverse influenze musicali secondo la tradizione di Angelica e l'Altro Suono. Una commissione a Eyvind Kang, per comporre nuova musica, espressamente per questo evento e per una formazione inedita, con testi dal carattere alchemico-filosofico scelti dal compositore. Una nuova composizione che giunge a maturazione dopo diversi lavori, documentati anche su disco, già realizzati da Eyvind Kang con Angelica. Una musica che rispecchia l'evoluzione del compositore, che porta dal suo passato un 'tesoro' ancora nascosto: uno spirito, un carattere, dedito e ispirato. Un progetto che si potrebbe prendere come esempio (anche per altre istituzioni musicali) di una sintesi speciale tra diversi elementi: concerto che si tiene in un teatro d'opera (Teatro Comunale di Modena), con i relativi problemi di affluenza di pubblico che riguardano certi spazi; musiche commissionate da due 'istituzioni' (Angelica e Teatro Comunale di Modena) a un compositore 'poco conosciuto' dal 'grande pubblico', che per la prima volta scrive per questo organico; i musicisti sono quasi tutti italiani (Coro da Camera di Bologna, Ottoni del Teatro di Modena); tra i solisti, conosciuto ormai in ogni ambito musicale, Mike Patton insieme a Jessika Kenney, Alberto Capelli, Walter Zanetti; il direttore 'd'orchestra' Aldo Sisillo, anche direttore del Teatro Comunale di Modena, si espone in prima persona e aumenta la curiosità per l'evento nei confronti anche del pubblico più classico del teatro; la musica diventerà un disco, che registriamo durante le prove e il concerto, e uscirà per l'etichetta Ipecac di Mike Patton grazie alla collaborazione tra realtà che operano in Italia (Angelica e l'Altro Suono) e 'influenzano' la produzione internazionale; ancora altri elementi concorrono a dare a questa produzione particolarità. Sembra forse una costruzione 'prefabbricata' nei minimi dettagli ma non è così, il tutto nasce 'naturalmente' da relazioni umane, vecchie e nuove conoscenze, necessità di costruire qualcosa di nuovo e rompere meccanismi esistenti mostrando strade creative e formule utili, e sopratutto tanto tanto lavoro. Un progetto che mostra soluzioni vive e più che mai necessarie in questo tempo di crisi di molti teatri d'opera. Scopriamo che musica sarà. Michel Doneda e Fabrizio 'Abi' Rota provengono da storie lontane e nella musica si ritrovano vicini: una relazione dove il suono diventa un veicolo, una scoperta delle possibilità espressive, attraverso di esso per un attimo, un tempo, non sappiamo più chi siamo (sono io? è lui?), che cosa facciamo, e ci perdiamo piacevolmente per ritrovarci in luoghi dove non pensavamo di poter andare, arrivare; sembrano formule, fatte di alchimia, di filtri magici, ma è molto semplice basta essere nello spazio: Michel Doneda e Fabrizio 'Abi' Rota ri-guardano il suono e osservano cosa diventa. Domenico Caliri negli anni si è distinto in progetti molto caratterizzati che rappresentavano una visione chiara, un'idea precisa; non è nuovo ad Angelica, lo Specchio Ensemble è un suo riflesso: un collettivo di musicisti domiciliati a Bologna, unico in Italia, cha ha fatto storia e che non è stato abbastanza considerato. Questa volta lo Specchio è stato portato in Camera a dire quello che esprime oggi: nuove generazioni di preziosi musicisti in cerca di spazio, nuove e ritrovate composizioni scritte per l'occasione per un promettente inedito organico, varietà di strumenti e possibilità di suono; una risorsa in tempi difficili per la musica e i musicisti. Camera Lirica è un'idea di luogo, di musica: Camera Caliri. Anthony Braxton è una personalità che avevamo già cercato di invitare nel 2000, in occasione dei 10 anni di Angelica e di Bologna 2000 Città Europea della Cultura, per una serata 'da camera' che prevedeva: un solo di Anthony Braxton, un solo di Cecil Taylor, e un duo inedito Braxton + Taylor; era tutto pronto ma dei 'problemi di economia' sono intervenuti e il concerto non si è potuto fare (per Angelica l'economia è sempre stato un ostacolo rispetto alle idee e alla potenzialità espressiva e progettuale; un ostacolo da superare). Anthony Braxton e Richard Teitelbaum, un'amicizia lunga quasi 40 anni, portano la musica in una dimensione che non riguarda più il 'jazz' in senso stretto ma rimane aperta a nuove parole, a nuove frasi. Richard Teitelbaum usa un complesso sistema anche di campionamento e proviene, tra le altre cose, dallo storico "Musica Elettronica Viva"; possiede un modo di suonare non virtuoso ma sensibile, e stimola altri lati della personalità di Anthony Braxton, rispetto a quelli 'più conosciuti' e documentati in area 'jazz'; Anthony Braxton sa urlare e essere lirico, propone storia e rivoluzione, ha esteso la sua musica in territori che riassumono il suo interesse per tutte le forme musicali; parla ai sensi. Un duo dal sapore di sintesi e sorpresa, di musica contemporanea istantanea. Edoardo Marraffa è una voce significativa, ha esplorato profondamente il suo strumento, è diventato una presenza importante nel mondo della musica improvvisata ma anche in campi diversi; 'rauco' e 'ricco' (per sintetizzare un'idea di suono) alla ricerca di liricità, è vincolato a un ideale di improvvisazione cha da una parte lo limita, e dall'altra lo apre a nuovi incontri che lo stimolano a rivedere la sua idea di musica. Olaf Rupp è una corda tesa verso un mondo che rilegge la storia dell'improvvisazione e quello che le future generazioni hanno da dire in proposito; tra spigoli, punte, strappi, e un'idea di scultura, si cerca sempre 'rotondità'. Si sono incontrati a Berlino, oggi succede a Bologna: 'Bologna' incontra 'Berlino'. Peter Brötzman è un'altra voce storica di questa 'festa di fiati'; guida e orienta un trio con Marino Pliakas al basso elettrico e Michael Wertmüller alla batteria: una sezione ritmica travolgente accoglie i diversi segnali che giungono dall'aria, le differenti esperienze (Machine Gun, Die Like a Dog, Globe Unit Orchestra, William Parker Trio, Alboth!, steamboat switzerland) diventano motivo di scambio, di passaggio, di reciproco sostegno; un ambiente 'rock' cambia forma e le sue regole si frantumano, c'è spazio per modulare gli assoli come ci si sente; una batteria diventa un basso ossessivo, un basso risuona come un charleston, un sax diventa espressione della (propria) natura. Lawrence D. 'Butch' Morris torna dopo la sua prima, memorabile, Conduction in italia: ad Angelica nel 1993; un workshop di tre giorni e concerto finale con un grande 'insieme' (una corrente creativa) di musicisti, qui riuniti per la prima volta, provenienti da diverse parti d'Italia (Palermo, Catania, Roma, Milano, Bologna, Aosta, ...). Butch Morris presenta EMYOUESEYESEE.IT, uno 'sciogli lingua', un progetto preparato per Angelica, una miscela tra musica scritta, strutture e improvvisazione, diretto secondo il suo metodo di Conduction che prevede 'segni', 'gesti', 'movimenti': un vocabolario da lui inventato che ha girato il mondo (oggi sono circa 160 le Conduction che ha fatto con ensemble da tutti i paesi), che orienta la musica istantaneamente durante il concerto verso luoghi cercati e inaspettati; molto dipende dai musicisti che si ritrovano dentro una 'nuova' concezione del costruire musica: quello di 'interpreti attivi'. Per Butch Morris è una missione. Franco Fabbri conduce gli incontri & ascolti: incontra i musicisti, per noi che ascoltiamo: dimensione domestica, approfondimenti degli autori, ascolti inediti. Tempi transitivi e rivoluzione Angelica. Un'amica mi ha detto: "...ho ricevuto un messaggio (dal cielo): due rette parallele si incontrano, non è vero che non si incontrano mai....". Ho risposto: "certo, dipende dal senso di orizzonte che abbiamo, che viviamo, che riusciamo a vivere......" Angelica: il peso di una sfumatura. Massimo Simonini
AngelicA 16
lunedì 8 maggio - ore 21 - Teatro Comunale - MODENA ° > Eyvind Kang Cantus Circæus (Stati Uniti, Italia) # Michel Doneda sax soprano, sax sopranino; Fabrizio Rota campionatore Enrico Sartori clarinetto, sax alto; Christian Thoma oboe, corno inglese; Piero Bittolo Bon sax alto, flauto; Francesco Bigoni sax tenore, clarinetto; Beppe Scardino sax baritono; Mirco Rubegni tromba, filicorno soprano; Federico Nalesso trombone; Pasquale Mirra vibrafono, xilofono; Fabio Costantini chitarra elettrica; Alfonso Santimone pianoforte, elettronica; Francesco Guerri violoncello; Andrea Filippig basso elettrico; Federico Scettri batteria Anthony Braxton sax alto, sax soprano, sax sopranino Olaf Rupp chitarra acustica Peter Brötzmann sax tenore, clarinetto, tarogato
Luoghi
Teatro San Leonardo via San Vitale 63, Bologna
Teatro Comunale di Modena Corso Canalgrande 85, Modena Museo della Musica, Palazzo Sanguinetti Strada Maggiore 34, Bologna
con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali Regione Emilia Romagna - Servizio Cultura Provincia di Bologna - Assessorato alla Cultura Invito in Provincia Comune di Bologna - Settore Cultura in collaborazione con Istituto Svizzero di Roma RAI Radio 3 con la partecipazione di Museo della Musica con l’aiuto di Radio Città del Capo Radio Città Fujiko in co-produzione con Teatro Comunale di Modena - Festival L'Altro Suono
Definition Undefined
After 15 years in which a lot have been said about music and about what an ‘International Music Festival' is and may be, today we don't speak anymore of ‘editions' and we reflect on what is the sense of a ‘Festival' (definition by now consumed and often used in improper manner). The present definition is: Angelica 16, year 16th, Moment May. Therefore, no more ‘editions' but ‘years' and different ‘moments' carried out in the course of the year. Perhaps a far more incisive definition: it remembers how long you exist. Maybe these 'undertones' are not so readable for a certain kind of public, or for who does not know the path of Angelica, but they are important and they regard a transition still in course. In the course of time, the possibilities of expression of a reality as Angelica get wider, considering what is ‘offered' to us moment by moment. What is an International Music Festival? ‘Events' speak and orientate: it seems that one of the key role of Angelica has been to put ‘diversities' into communication, to promote their encounter; to find synergies that also today are a priority respect a Festival formula that is reductive if the necessary resources were not to be found. At the same time the Angelica experience is diluted and concentrated into moments, trying to maintain its true, distinctive, character, in every single moment. For 15 years May has always been the ‘traditional' moment for Angelica and its Festival. At present Angelica looks both at the local (Bologna) and at the Italian ‘creative' musical scenery (all over these years it has never been neglected by Angelica, who has always encouraged its activity) which here is in touch with the rest of the world. Musicians belonging to an invisible Italy, despite all difficulties, persevere on their way ‘towards music'. They represent a world still to discover and a human resource for the places where they live, if only the Institutions would perceive their existence. This requires and asks time.
Franco Fabbri leads incontri & ascolti: he encounters musicians for us who listen: domestic dimension, deepening of the authors, unheard listenings.
A girlfriend told me: "...I received a message (from heaven): two parallel lines encounter, it is not true that they never intersect....". I answered: "certainly, it depends from the sense of horizon that we have, that we live, that we succeed to live ......" Angelica: the weight of a touch. Massimo Simonini
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